ROMA – La bolletta dell’acqua aumenta e si aggiunge alle spese che gravano sulle famiglie: nel 2023 è stata di 478 euro in media, in crescita del 4% rispetto al 2022 e del 17,7% negli ultimi 5 anni. Ma non si arresta neanche la dispersione idrica che nei capoluoghi di provincia in Italia è pari in media al 36,2% e raggiunge il 42,2% sul territorio italiano, in base agli ultimi dati Istat (anno 2020).
È in sintesi quanto emerge dal XIX Rapporto sul servizio idrico integrato, curato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, diffuso in occasione della Giornata mondiale dell’acqua che ricorre il 22 marzo e quest’anno il tema è ‘Acqua per la pace’.
Intanto il vice premier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini propone di anticipare un piano straordinario idrico per il 2024.
Lo ha fatto nella riunione della Cabina di regia dove sono state presentate 562 proposte dalle Regioni per un valore di 13,5 miliardi per interventi in materia idrica e raccolte nel Pnissi, il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico, su cui il Mit sta facendo verifiche di fattibilità. Il ministro si è impegnato a presentare alla cabina di regia entro aprile il piano straordinario per poi approvarlo entro giugno. Tutti gli interventi prescelti confluiranno, una volta approvati, nel dpcm da redigersi entro giugno.
Tornando all’analisi di Cittadinanzattiva, i rincari sono stati osservati in più dei due terzi dei capoluoghi di provincia; rispetto al 2022 l’incremento maggiore, di circa il 16%, si registra a Vibo Valentia, mentre a Isernia la bolletta è raddoppiata rispetto al 2019. Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care con una spesa media annuale di 867 euro mentre Milano e Cosenza conquistano la palma di capoluoghi più economici con 184 euro. La Toscana è la regione più costosa (732 euro), con 8 suoi capoluoghi nella top ten delle province più care; il Molise la più economica (226 euro), in Trentino Alto Adige l’aumento più consistente (+9%). A
proposito della dispersione, soprattutto al Sud e nelle Isole, si perde più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete. In particolare, in Basilicata si raggiunge lo spreco del 62%, mentre la Valle d’Aosta si ferma al 23,9%. Fra i capoluoghi di provincia maglia nera a Belluno e Latina, dove la dispersione idrica supera anche il 70%; Macerata fa appena il 9,8%.
Da un’indagine compiuta su un campione di 3.355 persone è emerso che i cittadini sono poco informati sui propri consumi tanto che dicono di usare quotidianamente 62 litri di acqua, rispetto ai 215 per abitante indicato da Istat.
L’Osservatorio internazionale Waste Watcher ha invece calcolato che ogni anno con il cibo sprecato gettiamo 151 miliardi di litri d’acqua in Italia che in bolletta vale 395,835 milioni euro.
La responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, Tiziana Toto, avverte che occorre “rafforzare gli strumenti a supporto delle fasce più deboli della popolazione, ampliando la platea degli aventi diritto al bonus sociale idrico e la diffusione dei bonus integrativi previsti da un numero ancora limitato di territori”.




