L’AQUILA – Dopo il dibattito innescato dall’articolo di AbruzzoWeb sulle dichiarazioni dell’ex assessore regionale Carlo Masci, che esortava il ministro Dario Franceschini a finanziare il festival del jazz di Pescara piuttosto che inventarsene uno fotocopia all’Aquila, si sono registrati molti commenti e analisi. Riportiamo quella arrivata in redazione del dottor Maurizio Mantovanelli, noto e stimato medico aquilano.

LA NOTA COMPLETA

Non sono un operatore culturale, sono un medico che ha avuto la fortuna di vivere in età giovanile, eventi culturali di rilevanza internazionale organizzati all’Aquila. Mio padre, Angelo Mantovanelli, apprezzato pittore e scenografo negli anni ’60 mi fece conoscere una realtà che la nostra città visse negli anni più fertili della cultura internazionale. 

All’Aquila, in quella struttura che allora si chiamava Castello Cinquescentesco, si svolse negli anni ’60 per tre edizioni una rassegna d’arte internazionale “Alternative Attuali” ed io ebbi l’opportunità di vedere grandi maestri come Magritte, Warhol, Baj, Burri che vennero all’Aquila ad esporre le loro opere con il contributo dei più noti critici d’arte del tempo.

Un aquilano illuminato, Emilio Tomassi, allora Presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, volle fortemente quell’iniziativa che ebbe risonanza internazionale. 

E poi potremmo continuare con Nino Carloni, fondatore nell’immediato dopoguerra della Società Aquilana dei concerti che portò all’Aquila Von Karajan, Rubistein, Pollini solo per citarne alcuni e il Teatro Stabile nato dalla felice intuizione di Luciano Fabiani, Peppe Giampaola e Errico Centofanti che approdò nel 1966 al Festival dei Due Mondi di Spoleto, esperienza irripetibile ma che fu l’apertura a tanti grandi del teatro contemporaneo.

Sintetizzo, ma si potrebbe continuare con tante iniziative di grande valore. 

Mentre all’Aquila si facevano queste cose, Pescara non esisteva, culturalmente parlando, ed oggi l’ex assessore Carlo Masci ci viene a dire che bisogna far affluire i fondi a Pescara Jazz e affossare L’Aquila ancora una volta come se non si stesse già facendo abbastanza in questo senso.

Rispettabilissima rassegna Pescara Jazz, ma non dimentichiamo che quando l’asse politico non era sbilanciato a favore della costa, grandi risultati sono stati conseguiti nel capoluogo regionale. Ed oggi L’Aquila vuole riconquistarsi il suo ruolo di città della cultura che per troppi, lunghi anni è stato scippato. Ben venga allora il Jazz a L’Aquila e tutto ciò che possa arricchirci, sempre culturalmente parlando.