L’AQUILA – Se dovesse diventare presidente del Consiglio Dario Franceschini, attuale ministro della Cultura e del Turismo, in un nuovo governo fino alle prossime elezioni, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, potrebbe avere una poltrona da sottosegretario di Stato con deleghe ancora da definire.

È questa l’ipotesi, per ora solo una suggestione, che tiene banco negli ambienti del centrosinistra aquilano.

Ovviamente è tutto fuorché scontato che, tra i tanti papabili per la poltrona da premier, tocchi proprio a Franceschini diventare il 28° primo ministro italiano, ma è vero comunque che la sua figura sembra godere di numerosi consensi.

Ebbene Cialente ha un rapporto amicale e diretto con Franceschini, testimoniato anche dalle sue frequenti visite nel capoluogo, che hanno portato a risultati concreti e di notevole impatto: la rassegna da 50 mila spettatori che in nome della solidarietà ha trasformato L’Aquila nella capitale del jazz italiano contrariando i festival storici di tutta Italia, la sede distaccata del museo d’arte moderna Maxxi che troverà posto a palazzo Ardinghelli, nel cuore del centro ricostruito, e così via.

Anche alla luce di questo, secondo alcuni rumors politici insistenti tra i due da tempo ci sarebbe questa sorta di ‘patto’.

Un pezzo del puzzle che metterebbe a posto lo scenario di Cialente, giunto al “semestre bianco” ovvero all’ultimo spezzone del suo doppio mandato decennale da sindaco del capoluogo, dopo il quale non sarà ricandidabile, e a caccia di un nuovo futuro politico.

La sua conversione renziana dell’ultim’ora con l’appoggio convinto al sì al referendum sulla riforma costituzionale, assieme alla battaglia mediatica e politica intrapresa sulla sicurezza dei fabbricati dopo i terremoti del Centro Italia e in ricordo di quello aquilano del 2009, facevano pensare a una sua discesa in campo come uno dei leader nazionali del progetto di messa in sicurezza “Casa Italia” programmato dal governo Renzi.

Ma la sconfitta al voto del 4 dicembre e la caduta dell’esecutivo hanno costretto tutti a rivedere i propri piani per il futuro, e ora, con un’improvvisazione da vero jazzista, quello di Cialente potrebbe legarsi a doppio filo al suo buon amico Dario. (alb.or. – b.s.)