TERAMO – Per la madre il piccolo Jason, due mesi e mezzo, scomparso da un mese, è morto. Il padre invece è convinto che sia vivo e forse potrebbe essere in Svizzera, presso alcuni parenti.

Sono diametralmente opposte le versioni di Denny Pruscino, 30 anni, e di Katia Reginella, 24, la coppia di origini abruzzesi, residente a Piane di Morro, nel Comune di Folignano (Ascoli Piceno) fermata per la scomparsa del figlioletto.

Oggi il gip Carlo Calvaresi ha convalidato il fermo e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, a Marino del Tronto (Ascoli Piceno) per lui, a Castrogno (Teramo) per lei. Per tutti e due le accuse sono abbandono di minore o maltrattamenti in famiglia, aggravati dalla morte, e occultamento di cadavere.

Due versioni opposte per una differenziazione nelle linee difensive. Diversi anche i legali: l’avvocato Francesco Ciabattoni per la Reginelli, l’avvocato Felice Franchi per Pruscino.

Secondo la madre il piccolo Jason è morto il 27 giugno scorso, dopo esserle scivolato dalle braccia mentre lei stessa cadeva in camera da letto. La giovane donna sostiene di averlo preso in braccio e aver camminato fino a Casteltrosino (a 20 chilometri di distanza, ndr) e di avere lasciato il cadaverino sul ciglio della strada in un bosco.

Dopo avere dato varie versioni, “l’abbiamo nascosto” oppure “l’ho visto morto sul letto”, il padre oggi ha invece raccontato quella che per lui è “la verità”: Pruscino è convinto che “il bimbo sia vivo”, talmente convinto da avere fornito elementi e indicazioni per rintracciarlo, su cui stanno già lavorando la Procura di Ascoli Piceno e i carabinieri.

Quanto alla frasi intercettate in cui la coppia parlava di una simulazione di suicidio di lei, con fuga in Svizzera, “speravo che Katia partisse per andare dal bambino”.

Nell’udienza di convalida di oggi è emerso un quadro di estremo degrado, anche se lui, operaio, lavora regolarmente. Lei ha una storia difficile: violentata a nove anni in famiglia, affidata ad un istituto. “L’unica persona che si è occupata di lei è stata Denny” spiega l’avvocato Ciabattoni.

Insieme però hanno prodotto un coacervo di disagio: dall’unione sono nati altri due figli, un maschio di cinque anni e una femmina di tre, che sono stati tolti ai genitori dopo una serie di incidenti domestici che li avevano resi invalidi. Il maschio è su una sedia a rotelle per una caduta avvenuta quando aveva pochi giorni.

La bimba soffre di disturbi alla vista e al linguaggio, conseguenza – si sospetta – di “scuotimenti” subiti nella primissima infanzia.

Sulla vicenda era stato aperto anche un fascicolo da parte della Procura, poi però archiviato, mentre la Procura minorile aveva disposto l’affidamento ad altre famiglie per entrambi i piccoli (il maggiore è stato adottato).

Jason per altro, è stato confermato oggi, non è neanche figlio biologico di Pruscino, che però lo ha riconosciuto formalmente, anche se frutto di una relazione di Katia con un ragazzo più giovane. E i due si sono sposati a giugno, “segno – secondo Ciabattoni – che volevano avere una famiglia unita il più possibile per fare crescere bene questo bambino”.

Intanto i carabinieri non trascurano nessuna pista: sono stati avviati contatti con le autorità svizzere, ma continuano le ricerche nei boschi di Casteltrosino, dove domani sarà in azione anche un cane addestrato nella ricerca di persone. Per gli investigatori però è improbabile che il corpo di Jason sia lì.

E questo fa sperare che il bimbo sia vivo, magari affidato ad altri, oppure veduto per soldi. Esclusa anche l’ipotesi più raccapricciante che sia finito in qualche giro di traffico d’organi: il suo corpo è troppo piccolo per quel “commercio” orribile.