ROMA – Arriva il decreto di Natale: l’Italia sarà una unica zona rossa il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio, con locali e buona parte degli esercizi commerciali chiusi, o limitati al servizio di asporto, spostamenti ridotti al minimo dentro il proprio comune con una deroga di 30 chilometri per i centri sotto i 5mila abitanti, con il divieto di uscire da casa propria se non per motivi di lavoro, necessità e salute. Possibile ospitare anche due persone, non parenti, con i loro figli under 14 e disabili.

Sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e il 4 gennaio, con un po’ più di libertà, ma con bar, ristoranti, pizzerie, gelateria e pasticcerie ancora chiuse.

Dopo giorni di discussioni, il governo ha varato ieri sera  la nuova stretta per evitare che i pranzi e le cene delle feste facciano da detonatore per una terza ondata a gennaio e febbraio. In linea generale, ha prevalso prevalso la linea dei rigoristi, quella rappresentata fin dall’inizio dell’emergenza dai ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia, ribadita anche oggi da quest’ultimo alle Regioni.

“La situazione rimane difficile, il virus si lascia piegare ma non sconfiggere. Dobbiamo intervenire e vi assicuro che è una decisione non facile e sofferta”, ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa organizzata a Palazzo Chigi per esporre le misure del decreto all’Italia, sottolineando come tutte le decisioni siano principalmente “il frutto della ‘preoccupazione’ degli scienziati per la risalita della curva”.

“Dobbiamo cautelarci meglio anche in vista della ripresa delle attività di gennaio – ha aggiunto il premier -. Le misure del governo hanno funzionato grazie alla responsabilità dei cittadini. E’ un metodo che ci ha evitato il lockdown generalizzato. Siamo partiti con il metodo a zone con Rt a 1.7 e lo abbiamo riportato a 0.86, tanto che nei prossimi giorni tutte le Regioni possono diventare zona gialla” .

“Siamo al fianco degli operatori che saranno coinvolti da queste misure. Abbiamo sospeso contributi e tributi per coloro che hanno perdite. Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato. Questo decreto dispone subito un ristoro di 645 milioni per i ristoranti e bar”, ha precisato il premier, anche alla luce di quanto avvenuto nel corso della riunione dei capi delegazione: 4 ore di discussione molto tesa durante le quali Teresa Bellanova dell’Italia dei valori a detto chiaramente che se è necessario un altro decreto “significa che quanto deciso finora non ha funzionato come doveva” e ha chiesto ristori al 100%.

Nel corso della riunione con il governo, la maggior parte dei presidenti di Regione non ha contestato le misure. Alcuni hanno criticato la poca chiarezza, ma la maggioranza era a favore della stretta. Luca Zaia le aveva anticipate con un’ordinanza, vietando da oggi la mobilità tra i comuni del Veneto a partire dalle 14, mentre il presidente dell’Emilia e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva annunciato già in mattinata qual era la linea dei governatori: zona rossa “alternata”, quella che poi è passata.

L’unico che ha espresso la sua contrarietà in modo netto è stato Giovanni Toti. “Il governo deve tener conto di tutti i numeri della pandemia. Le chiusure natalizie potrebbero costare in Liguria 200 milioni”. Ma anche lui, alla fine, si è adeguato al Natale in rosso. Senza cenoni e senza festa.

Determinante per decidere la stretta il parere del Comitato tecnico scientifico e dell’Istituto superiore di Sanità.

Ha detto ieri il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro: “l’Incidenza è in decrescita, 166 per 100mila abitanti, ma è ancora molto alta. Siamo ancora lontani dalla soglia di sicurezza. Inoltre la distribuzione dell’incidenza per regione è molto diversificata. quanto all’età media di chi contrae l’infezione è sotto 50 anni ma sono colpite tutte le fasce di eta”.

Ha poi evidenziato: “C’è una decrescita lenta per l’occupazione dei posti letto ospedalieri, sia nel campo dell’area medica sia in quello delle terapie intensive. Per le intensive ci sono 4 regioni che superano a 30 giorni la probabilità di andare oltre la soglia critica del 30% di occupazione dei posti.  Abbiamo un Rt che cresce e in alcune regioni cresce di piu’ e supera l’1. Rt è il primo indicatore a muoversi e poi viene seguito da nuovi casi, ricoveri e decessi. Quindi Rt in ricrescita è elemento di grave preoccupazione perche’ vuol dire che la trasmissione dell’infezione sta riprendendo quota, ha aggiunto Brusaferro

Sono tre le regioni con l’indice di contagiosità Rt pari a 1 o superiore a 1 secondo il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute, per il periodo 7-13 dicembre, aggiornati al 16 dicembre. Si tratta del Molise (1.18) , il Veneto (1.07) e la Lombardia (1). Il valore più basso è riferito alla Valle d’Aosta e alla Campania che registrano 0,63

Dal bollettino di ieri risultano 17.992 i nuovi casi di Covid 19 e l’incremento delle vittime in un giorno è stato invece di 674, che porta il totale dall’inizio dell’emergenza a 67.894.

Secondo il bollettino, in Italia ci sono 627.798 attualmente positivi, 7.545 in meno rispetto a giovedì. L’incremento dei dimessi e guariti nelle ultime 24 ore è invece di 22.272, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 1.226.086

I tamponi effettuati sono 179.800, in calo di circa 5mila rispetto agli oltre 185mila di ieri. Il rapporto tra positivi individuati e tamponi effettuati sale ancora ed è al 10%, in lieve aumento rispetto al 9,8% di ieri

Sono 2.819 i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia, in calo di 36 rispetto a ieri nel saldo tra ingressi e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono invece 189. Le persone ricoverate con sintomi nei reparti ordinari sono 25.769, in calo di 658 unità rispetto a ieri.

Prima di chiudere tutto, l’Italia sarà ad ogni modo quasi tutta gialla, almeno per un giorno: oggi scadono le ultime ordinanze di Speranza che tenevano Campania, Toscana, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano in zona arancione e, dunque, da domenica anche in quei territori varranno le regole attualmente in vigore nel resto del paese. Da lunedì per 3 giorni saranno valide le misure per le zone gialle, ad eccezione della possibilità di spostarsi tra le regioni che sarà sospesa come previsto dal Dpcm del 3 dicembre. Tranne che in Abruzzo, che sarà l’unica regione d’Italia a rimanere in zona arancione.

LE REGOLE DEI GIORNI IN ZONA ROSSA
24, 25, 26, 27, 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio

Spostamenti

Vietato spostarsi dalla propria abitazione tranne che, muniti di autocertificazione, per motivi di lavoro, salute, necessità tra cui l’assistenza ad una persona non autosufficiente per la quale si potrà muovere una sola persona con eventuali figli minorenni. Resta sempre consentito viaggiare per fare rientro alla propria residenza, domicilio o nell’abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner, ma non la seconda casa. Si può andare nei negozi o a messa o per fare attività motoria, muniti di autocertificazione

Incontri, pranzo della vigilia, di Natale e di capodanno

E’ possibile incontrarsi nei giorni festivi e prefestivi e dunque di poter festeggiare insieme sia a Natale che a Capodanno rispettando però sempre il coprifuoco entro le 22. Ma a tavola come ospiti in casa non sono consentiti più di due non conviventi, più i bambini fino a 14 anni e persone disabili. Incontri potranno avvenire, una volta al giorno, con spostamenti dentro la regione. Muniti di autocertificazione.

Bar e ristoranti, pizzerie pasticcerie e gelaterie

Bar e ristoranti saranno chiusi dalla vigilia di Natale per riaprire il 7 gennaio.
Consentito solo il servizio a domicilio o per l’asporto entro le 22. Anche pasticcerie, gelaterie potranno continuare a lavorare ma solo se offriranno questi servizi. Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti.

Negozi 

Negozi chiusi, tranne 35 attività commerciali considerate essenziali: alimentari, farmacie, parafarmacie, librerie, edicole, fiorari, negozi di giocattoli e abbigliamento sportivo, tabacchi e ferramenta, lavanderie, parrucchieri, barbieri e negozi per animali. Nei centri commerciali e mercati consentito solo la vendita di generi alimentari.

LE REGOLE NEI GIORNI IN ZONA ARANCIONE
28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021

Spostamenti

Libertà di movimento solo all’interno del proprio comune o al massimo raggiungere quello più vicino per l’acquisto di beni di prima necessità se non disponibili. Per centri con meno di 5.000 abitanti spostamenti liberi nel raggio di 30 chilometri ma non per raggiungere capoluoghi di provincia. Ci si può muovere per ragioni di lavoro, necessità o salute o per tornare alla propria residenza, domicilio o abitazione muniti di autocertificazione.

Incontri

Nessun limite, ma è raccomandato evitarli e di tenere sempre la mascherina indossata se comunque si dovesse decidere di farlo.  Il Dpcm non prevede però alcuna restrizione negli incontri nè alcuna giustificazione per chi esce di casa.

Bar e ristoranti, pizzerie pasticcerie e gelaterie

Bar, gelaterie, pasticcerie, pizzerie, ristoranti restano chiuse e potranno fare solo servizio di asporto e a domicilio entro le 22. Vietato sostare a consumare cibi e bevande in prossimità dei locali.

Negozi

Nei giorni in arancione tutti gli esercizi commerciali fino alle 21 prima della chiusura anticipata la sera di mercoledì 23.

IL TESTO DEL DECRETO

COVID: FESTE IN ZONA ROSSA, IL TESTO DECRETO LEGGE 172, CON RESTRIZIONI E RISTORI