L’intelligenza artificiale è entrata con prepotenza nelle vite e nell’attività lavorativa di ognuno di noi, dando inizio a una trasformazione tanto rapida quanto profonda. I cambiamenti riguardano numerosi ambiti, dalla ricerca di informazioni all’analisi dei dati, passando per lo sviluppo di nuove idee, la realizzazione di prototipi, i rapporti con i clienti e via dicendo. Chi desidera implementare soluzioni di questo tipo nella propria impresa e non sa da dove cominciare, può ricorrere a una consulenza AI aziende personalizzata effettuata da personale competente.
Tra gli strumenti che hanno conosciuto la maggiore diffusione in tutti gli ambiti, i settori e i livelli rientrano quelli generativi. La loro caratteristica principale è quella di fornire output mirati a partire da semplici richieste effettuate ricorrendo al linguaggio naturale e, laddove necessario, a immagini e file aggiuntivi.
Sebbene risultino semplici e immediati da utilizzare, questi tool danno il meglio di loro stessi solo quando le richieste inserite sfruttano le principali tecniche di prompt engineering. In questo articolo andremo a scoprire perché è importante scrivere prompt efficaci e quali sono queste tecniche.
L’importanza di scrivere prompt efficaci
Quando si parla di strumenti di intelligenza artificiale generativa, il termine “prompt” viene utilizzato per indicare l’input testuale inserito dall’utente per ottenere una risposta dall’AI o per richiedere di effettuare una determinata azione. A seconda dei casi, il prompt può essere una semplice domanda o un insieme di istruzioni più o meno dettagliate.
Scrivere prompt efficaci, caratterizzati da istruzioni chiare e comprensibili, e da una formattazione adeguata, risulta fondamentale per guidare al meglio l’intelligenza artificiale, riducendo, per quanto possibile, il rischio di allucinazioni e ottenendo risposte coerenti, in linea con le proprie aspettative.
Le principali tecniche di prompt engineering
Per scrivere prompt efficaci è necessario, in primo luogo, avere ben chiaro in mente l’obiettivo che si desidera raggiungere e il tipo di risposta che si vuole ottenere. Una volta definiti questi aspetti, si può procedere con l’elaborazione della domanda o dell’insieme di istruzioni da fornire all’intelligenza artificiale. Il modo più efficace per fare questo consiste nell’utilizzare alcune tecniche note e collaudate di prompt engineering. Tra queste rientrano:
– il role prompting: si tratta di una delle tecniche più note e utilizzate, consistente essenzialmente nell’assegnare all’AI un particolare ruolo. Il suo utilizzo corretto permette di ottenere risposte più in linea con le proprie aspettative sotto il profilo del contenuto e dello stile;
– Il few shot prompting: questa tecnica consiste essenzialmente nel fornire al tool di AI generativa una serie di esempi mirati, finalizzati a guidarne la risposta. Risulta particolarmente utile per ottenere risposte caratterizzate da un particolare tipo di formattazione o da coerenza stilistica. Oltre a questo, permette di ottenere i risultati desiderati senza dover spiegare nel dettaglio ogni passaggio da eseguire;
– la catena di pensiero: nota come Chain of Thought o CoT, la catena di pensiero risulta particolarmente utile per favorire il ragionamento avanzato nell’AI e può essere utilizzata per effettuare analisi complesse, elaborazioni logiche, calcoli e via dicendo. A seconda dei casi, può essere o meno abbinato alla tecnica del few shot.
Tra le altre tecniche possiamo citare, a titolo d’esempio, il Tree of Thought, la Self Consistency e il RAG.
(v.s.)






