L’AQUILA – Mentre la politica aquilana e abruzzese si mobilita per la Intecs, ex Technolabs, la proprietà del laboratorio di ricerca e innovazione ha inviato a 30 dipendenti la messa in mobilità, l’anticamera del licenziamento.
Questa mattina si è svolta un’assemblea aperta dei lavoratori alla quale hanno partecipato i parlamentari Giovanni Lolli e Paolo Pelino, l’assessore provinciale Claudio Tonelli, il sindaco Massimo Cialente, l’assessore comunale Stefania Pezzopane, i sindacalisti Umberto Trasatti, Clara Ciuca, Gino Mattuccilli e Alfredo Fegatelli.
”La cosa più importante – ha detto Raoul Giorgi Rsu-Cgil – che tutta la politica si è impegnata a invitare la proprietà dell’ex Technolabs Massimo Micangeli – a un incontro. In quelli precedenti, infatti, hanno preso parte solo alcuni rappresentanti della Intecs che non potevano prendere impegni, ma erano venuti all’Aquila solo per ripetere che l’azienda va avanti con la messa in mobilità”.
”Non si capisce – ha continuato Giorgi – perché la proprietà non voglia utilizzare l’ammortizzatore sociale dei contratti di solidarietà, almeno per 4 anni, prima di licenziare”.
Tutti gli interventi dei politici hanno convenuto sul discorso dei sindacalisti e hanno preso l’impegno di chiedere al proprietario della Intecs di poterlo incontare entro la prossima settimana.
COMUNE L’AQUILA: “NON SI DANNO SOLDI A CHI LICENZIA”
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’assessore Stefania Pezzopane esprimono solidarietà nei confronti dei 30 lavoratori Intecs (ex Technolabs) che in questi giorni si sono visti recapitare le lettere di licenziamento.
“È davvero inaccettabile – hanno dichiarato – che l’azienda in maniera unilaterale abbia fatto una scelta così devastante per il territorio. Vogliamo incontrare l’azienda assieme alle altre Istituzioni e alle organizzazioni sindacali, con la massima urgenza perché questo laboratorio, ricchezza per il nostro territorio, non subisca la perdita di ben 30 lavoratori e, come sospettiamo, la cassa integrazione per altri”.
Per Cialente e Pezzopane “sarebbe un indebolimento certo non solo sotto l’aspetto occupazionale ma anche un indebolimento della qualità della ricerca, con il conseguente rischio della perdita di mercato. Il Comune dell’Aquila – hanno aggiunto – si è attivato in questi anni, ottenendo importanti risultati: 15 milioni di euro per L’Aquila Smart City e 100 milioni di euro per la ricostruzione economica e produttiva del territorio”.
“Sono fondi che le imprese ed anche la Technolabs potrebbero intercettare se avessero la seria intenzione di partecipare con progetti e capacità innovative a queste disponibilità – hanno proseguito – Ma è chiaro che, e lo diciamo con forza, non si danno fondi a chi licenzia anzi, le disponibilità finanziarie per la ripresa economica e produttiva saranno proprio condizionate a chi crea lavoro, non a chi lo distrugge”.
“Siamo impegnati a ogni livello istituzionale per la difesa di questi posti di lavoro e ci rammarica che ancora una volta, in questo complesso momento, la Regione Abruzzo sia totalmente assente – hanno concluso entrando in campagna elettorale – non tentando neanche di prevedere gli strumenti necessari per arginare una situazione tanto incresciosa”.
LA PELINO: “APRIRE URGENTEMENTE TAVOLO”
La Pelino ha detto che, possibilmente la prossima settimana, “bisognerà istituire un tavolo con la proprietà, alla quale si chiederà un piano di produzione, ma anche di fare chiarezza su questa azione così incisiva”.
“Bisogna salvaguardare – ha aggiunto – una realtà che è un onore non solo per la nostra area, ma per tutto il mezzogiorno”.



