L’AQUILA – Si consuma l’ennesimo scontro sui social network e qualcuno promette denunce.
L’episodio questa volta ha per protagonista la deputata aquilana Pd Stefania Pezzopane che, ieri pomeriggio, si è trovata a rispondere ad una serie di insulti proprio sotto un post pubblicato da questo giornale che ha seguito gli sviluppi della manifestazione promossa da Fratelli d’Italia e Lega, riportando gli interventi degli esponenti politici di tutti i partiti, compreso quello dell’onorevole Pd.
Diversi i “vivaci” attacchi ricevuti, dai quali nessuno, a prescindere dall’orientamento politico, è immune ai tempi dei social network. Tutto è però degenerato quando qualcuno è passato alle offese personali, piuttosto pesanti secondo Pezzopane, che ai commentatori ha assicurato: “ci vediamo in tribunale”.
Dopo la minaccia inequivocabile di provvedimenti, qualcuno ha messo in mezzo il marito: “è stato lui a commentare, io non c’entro niente”, qualcuno, invece, ha incolpato un amico: “mi ha rubato il telefono, io non userei mai quei toni”.
Il tema degli insulti social è sempre più al centro del dibattito. Nell’ultimo periodo, infatti, è cresciuto a dismisura il numero di processi per diffamazione, fattore direttamente collegato alla nascita dei social network, che hanno radicalmente rivoluzionato le abitudini.
Fondamentale è stata la sentenza del 2 gennaio 2017 della Corte di Cassazione che ha chiarito che, chiunque comunicando con più persone, si lascia andare ad offese, è punibile con la reclusione fino ad un anno o severe pene pecuniarie.
Questa sentenza, in altre parole, ha sancito che il web non è uno spazio stile Far west nel quale dare sfogo a qualsiasi istinto. In caso di condanna, anche chi è incensurato rischia pesanti pene pecuniarie e di dover risarcire la parte civile. Spesso si tratta di cifre importanti.






