L’AQUILA – “Ero dietro la polizia, mi ha sorpassato prima il furgone bianco, poi una macchina tra il furgone e la polizia, alla fine mi hanno soprassata in tre prima dell’incrocio di Sant’Eusanio. Qualche metro e ho visto una nuvole marrone che saliva in cielo. Ho dato scalpello e martello agli uomini della volante per tentare di tirare fuori la donna dalle lamiere della sua macchina, pensavo fosse morta. Per fortuna, ha lamentato dolore, segno che era cosciente. Il marito era sotto shock, ho cercato, insieme ad altre persone, di tranquillizzarlo il più possibile”.

L’architetto Diana Petrucci ha assistito agli ultimi, terribili momenti del folle inseguimento di questa mattina sulla Ss 17 all’altezza del bivio per Sant’Eusanio Forconese e Casentino, nei pressi di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), che ha coinvolto un furgone guidato da due ladri di rame di nazionalità romena e una volante della polizia. A vedersela brutta è stata una donna alla guida di una vecchia Ford Escort, centrata in pieno dal furgone e finita per schiantarsi contro un muretto dopo una carambola di circa cinquanta metri.

“Mi sono fermata, ho visto l’auto della donna completamente distrutta – racconta l’architetto ad AbruzzoWeb –  così ho tirato fuori scalpello e martello, gli attrezzi del mestiere, e li ho messi subito a disposizione della polizia. La situazione sembrava disperata, insieme ad altre persone sono andata a cercare un estintore nel vicino distributore di benzina. Inoltre, abbiamo cercato di tranquillizzare il marito della donna che credo abiti lì. Da quel poco che ho potuto vedere non c’era sangue”.
 
“Mi ha fatto impressione, oltre a tutta la scena dell’incidente – conclude la Petrucci – anche l’arresto dei due uomini del furgone. Mi sono sembrati leggermente feriti, avevano qualche escoriazione”.