CAMPLI – Maestra accusata di aver picchiato i bambini di una scuola materna di Campli (Teramo) ricorre al tribunale del Riesame dell’Aquila.
L’insegnante, di 61 anni, impugna la sospensione di sei mesi e decide di fare ricorso: l’udienza è fissata per lunedì prossimo.
Assistita dall’avvocato Eugenio Galassi, si difende dall’accusa di aver picchiato i bambini.
Nel ricorso, spiega Il Centro, così come già annunciato nelle settimane scorse dal legale, si punta soprattutto su un fatto: la presenza di altre due insegnanti.
“C’è un dato oggettivo da cui non si può prescindere – ha spiegato il legale – nelle riprese registrate dalle telecamere sistemate nella scuola si vede chiaramente come la mia assistita in classe non sia mai sola. Ci sono sempre altre due colleghe, tra cui una insegnante di sostegno. Entrambe nella loro veste di pubblico ufficiale, qualora avessero notato atteggiamenti violenti, erano tenute a denunciare”.
“Se questo non è stato fatto due sono le risposte: o sono correi o non hanno ravvisato nessuna violenza in quella che era l’attività didattica della mia assistita che ha una esperienza ultra quarantennale nel campo dell’insegnamento”.
L’indagine della polizia postale è scattata dopo le denunce di alcuni genitori che hanno segnalato la presenza di lividi e soprattutto un cambiamento d’umore dei piccoli. Nell’edificio scolastico sono state sistemate delle telecamere nascoste con le immagini registrate successivamente finite all’esame di investigatori e inquirenti.
L’inchiesta è del sostituto procuratore Greta Aloisi che ha chiesto ed ottenuto dal gip Roberto Veneziano il provvedimento di sospensione dell’insegnante con più di trent’anni di lavoro alle spalle.




