L’AQUILA – Nella campagna elettorale irrompe la storia di Giulio Petrilli, aquilano riconosciuto innocente dalla Cassazione dopo aver trascorso sei anni in carcere con l’accusa di partecipazione a banda armata, che da anni conduce una battaglia per ottenere il risarcimento dallo Stato per ingiusta detenzione e che ora, annunciando di aver riscontrato la disponibilità dell’ambasciata di Russia in Serbia, torna a denunciare che “mai una disponibilità simile ho riscontrato da parte delle istituzioni italiane!”.

Dopo appelli, ricorsi e manifestazioni, in occasioni dei quali Petrilli ha ricevuto solidarietà di personaggi come Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, vittima di uno dei più clamorosi casi di malagiustizia, si è rivolto alla diplomazia internazionale nel disperato tentativo di avere giustizia.

“La mia ultima spiaggia per risolvere il problema è l’aiuto da parte del presidente della Russia Vladimir Putin, affinché la Commissione diritti umani delle Nazione Unite prenda una posizione sulla vicenda dei mancati risarcimenti in Italia per ingiusta detenzione, a coloro i quali pur se assolti non viene concesso per presunte ‘cattive frequentazioni’! Devo dire che è esemplare la disponibilità a capire e possibilmente aiutare da parte dell’ambasciata di Russia in Serbia alla quale mi sono rivolto”.

“In Italia nonostante abbiamo ricevuto tante sollecitazioni, nessuno mi ha mai ricevuto, nel disinteresse totale – ricorda Petrilli – Invece, dopo solo un mese dalla mia lettera che gli inviai mi ha ricevuto qualche giorno fa il responsabile del settore politico dell’ambasciata di Russia in Serbia Nikita Shukodolov, che ha prestato una attenzione e uno studio sulla mia vicenda processuale che in Italia come prassi non esiste”.

“Giovane diplomatico, ma esempio di bravura e professionalità”, aggiunge Petrilli.

“Devo ringraziare di questo l’ambasciatore russo in Serbia Alexander Chepurin, un diplomatico molto influente, basti pensare che il ministro degli esteri russo Sergej Viktorovič Lavrov viene spesso a Belgrado, di ieri una sua importante visita qui”, continua Petrilli, che per lavoro ha vissuto a lungo in Serbia e tuttora ci torna spesso.

“Un sentito ringraziamento anche al minister-counsellor della ambasciata Denis Kuznedelev il quale mi ha anche scritto una lettera piena di attenzione e consigli per cercare di risolvere il problema. Ho infatti su suo consiglio scritto qualche giorno all’indirizzo ufficiale del Cremlino e del presidente Putin esponendogli tutta la mia vicenda. Vicenda che parla di sei anni di detenzione in carceri speciali con l’accusa di banda armata Prima Linea per poi essere assolto e mai risarcito”, conclude.