L’AQUILA – È un atto d’accusa duro e senza appello quello lanciato dall’ex governatore della Regione e ora senatore del Pd, Luciano D’Alfonso.
Il tema è quello delle infrastrutture, cavallo di battaglia nel suo mandato, su cui chiede all’attuale presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, di rivedere la delibera di giunta con cui è stato varato un maxi piano delle priorità, con 67 interventi.
Troppi, dice D’Alfonso: “Quando ci sono 67 priorità per sei miliardi, significa che non c’è nessuna priorità”.
La delibera era stata svelata dallo stesso Marsilio e dal sottosegretario alla presidenza, il forzista Umberto D’Annuntiis, con tanto di richiamo al Governo nazionale: “L’Abruzzo fa la sua parte, è pronto: ora servono risorse e tempi certi”.
D’Alfonso, che durante il suo mandato ha varato il masterplan con l’allora premier Renzi e ha speso gran parte della sua energia proprio sul tema infrastrutture e trasporti (tanto da arrivare poi ad essere considerato in una lista di papabili ministri), sostiene che quel piano va rivisto: “Suggerisco a Marsilio di ridiscutere quella elencazioni di fabbisogni e di trovare quattro priorità per la gomma, due per il ferro e due per l’acqua. E aggiungere anche un tema non presente nella delibera: va completata la digitalizzazione non per la banda larga, ma per quella ultralarga che serve con efficienza, quanto alle procedure in atto, solo la zona industriale di Atessa. Bisogna portarla al sito produttivo dell’Aquila, per esempio, e anche per quanto riguarda la nostra capacità di produzione agricola”.
Insomma, l’ex governatore dice chiaramente che oggi l’Abruzzo “è pieno di risorse che devono essere messe in procedura per i progetti e l’attivazione dei cantieri, esattamente come abbiamo fatto cinque anni fa, quando ci siamo intestarditi per il completamento della Fondovalle Sangro. Ci siamo messi in testa di farlo e ci siamo riusciti. Adesso in Abruzzo siamo pieni di soldi, ma non mancano i bisogni di potenziamento infrastrutturale”.
“La prima esigenza – dice D’Alfonso – è realizzare tracciati dedicati per i trasporti di chi fa produzione industriale. Siamo all’assurdo: abbiamo siti importanti che non possono disporre di strade per arrivare per esempio ai nodi della portualità e da lì partire lungo le direzioni del mondo. Dal tracciato che conduce dall’area industriale di Chieti al porto di Ortona va trovata una strada dedicata esattamente come è già in esercizio il tracciato per i trasporti militari. Questa è la ragione per cui mi sono impegnato a fare attività ispettiva nei confronti del governo attraverso un’interrogazione e un disegno di legge”.
“La seconda questione – attacca ancora D’Alfonso – è ridiscutere la delibera della giunta regionale Marsilio. Tra le priorità numero 1 e numero 2 siamo a oltre 6 miliardi di euro con 67 opere collocate nella fascia di priorità. Dire che tutto è priorità significa dire che niente è priorità”.
D’Alfonso entra anche nello specifico tema dei trasporti ferroviari e portuali: “Per la Pescara-Roma 1.556 milioni di euro sono disponibili nella contabilità di competenza dal 2016. Quindici milioni sono disponibili per la contabilità di cassa per la progettazione. Va fatta una scelta: ci sono due zone elettive, Avezzano-Roma e Sulmona-Pescara. Rispetto a queste vanno subito fatti i progetti con Italfer, società della holding ferroviaria, definendo tutto con estrema velocità. E poi bisogna procedere velocemente per le opere del porto di Ortona: ci sono 59 milioni di euro dal masterplan e 32 per quello di Pescara”.
“Per l’aeroporto di Pescara – spiega infine – va fatto un patto con compagnie low cost e Mit per recuperare il tempo perso sul volo a basso costo. Va ripensata questa delibera con la cultura delle priorità, come facemmo noi a luglio del 2014 soltanto 40 giorni dopo l’insediamento, quando facemmo la lista delle nostre sei priorità. Loro dopo 16 mesi ne fanno una con 67, significa non avere priorità”.






