L’AQUILA – “La Regione Abruzzo deve revocare l’infornata di fine anno”.
È quanto chiedono le rappresentanze sindacali unitarie dell’ente dopo la delibera di Giunta che ha buttato dentro in organico alcuni lavoratori comandati.
La Cgil Funzione pubblica “ritiene che l’amministrazione regionale dovrebbe anzitutto riorganizzare il proprio apparato burocratico e poi valutare le reali necessità di nuove assunzioni. L’Ente è oramai al collasso, con la soppressione degli enti strumentali centinaia di dipendenti sono transitati nei ruoli della Regione Abruzzo e il loro trasferimento è avvenuto nel caos più totale”, accusa il sindacato.
LA NOTA COMPLETA
La Regione Abruzzo ha approvato di recente il fabbisogno triennale del personale per l’anno 2012 che prevede l’assunzione di 28 funzionari già in regime di comando.
In aggiunta a ciò, la direzione personale ha inviato ai sindacati ed alle Rsu un ulteriore piano assunzionale per l’anno 2012 che prevede la copertura di ulteriori 4 posti da dirigente, per una spesa di oltre 600 mila euro. (Il costo di un dirigente neo assunto ammonta a 150 mila euro).
La Cgil Fp Abruzzo ha più volte denunciato l’eccessivo utilizzo dell’istituto del comando da parte della Regione poiché, potendo essere attivato senza alcuna procedura a evidenza pubblica, elude le norme sulla mobilità del personale tra enti pubblici e non garantisce la necessaria imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa.
Sul provvedimento di programmazione del fabbisogno di personale, poi, la Cgil Fp Abruzzo ha chiesto l’attivazione del tavolo sindacale alla presenza delle Rsu, ma tale richiesta è stata disattesa. La Rsu ha comunque chiesto la revoca del provvedimento.
La Cgil Fp ritiene che l’amministrazione regionale dovrebbe anzitutto riorganizzare il proprio apparato burocratico e poi valutare le reali necessità di nuove assunzioni.
L’Ente è oramai al collasso, con la soppressione degli enti strumentali centinaia di dipendenti sono transitati nei ruoli della Regione Abruzzo e il loro trasferimento è avvenuto nel caos più totale.
Basti pensare che a un anno di distanza c’è ancora incertezza sulle funzioni che i dipendenti devono svolgere, sull’inquadramento e sulle risorse a disposizione per il salario accessorio.
Al contempo, alcune direzioni e servizi della Giunta soffrono la carenza di personale.
È pertanto indispensabile e urgente una vera e moderna riorganizzazione delle strutture che consenta una ridistribuzione delle risorse in relazione alle effettive necessità per gli obiettivi strategici da realizzare.
Da anni oramai la formazione del personale è ridotta al lumicino, il personale è assegnato alle direzioni e ai servizi in maniera assolutamente disomogenea e senza alcun collegamento con i carichi di lavoro, con le priorità degli interventi e con gli obiettivi strategici della Regione.






