L’AQUILA – Nella settimana compresa tra il 13 e 19 gennaio il l’Abruzzo, insieme a Molise, Campania, Umbria, Marche e Lazio, è tra le regioni che ha fatto registrare la più alta incidenza di casi influenzali superando i nove casi (9,03) su mille assistiti. 

In particolare in Abruzzo (45medici) sono 638 i casi registrati e 51.914 i pazienti assistiti, per un tasso di incidenza della sindrome influenzale pari a 12,29.

Colpiti 90 bambini abruzzesi fino ai 4 anni, 156 dai 5 ai 14 anni e 321 persone tra i 15 e i 64 anni; infine, sono 71 gli ultra sessantacinquenni che hanno preso l’influenza.

Lo rileva il rapporto epidemiologico ‘Influnet’ dell’Istituto superiore di sanità (Iss). 

L’Iss evidenzia, però, che l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente condizionata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato i loro dati. 

In Italia l’incidenza totale è pari a 8,1 casi per mille assistiti. Colpiti maggiormente i bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a 20,4 casi per mille assistiti.

Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 488.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 2.768.000 casi.

Il rapporto presenta i risultati nazionali e regionali relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali, elaborati dal dottor Antonino Bella, Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità, responsabile della Sorveglianza epidemiologica InfluNet. 

In presenza di sintomi influenzali, specie se coinvolgono il tratto gastroenterico, è fondamentale seguire una dieta specifica: “I sintomi dell’influenza includono tipicamente l’insorgenza improvvisa di febbre alta, mal di testa, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola, spesso accompagnati da nausea, vomito e diarrea – spiega la dottoressa Michela Barichella, responsabile Uos Nutrizione Clinica Asst G.Pini-Cto di Milano – Sintomi che causano disidratazione e malnutrizione. L’alimentazione è fondamentale, poiché migliora le difese immunitarie soprattutto grazie alle vitamine e agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura e ai fermenti lattici vivi che si trovano in latte fermentato e yogurt”.

Una buona alimentazione, riporta Imgpress, può aiutare nella difesa contro i virus influenzali, rafforzando il sistema immunitario e diminuendo i sintomi gastrointestinali causati dall’influenza.

Per esempio, la spremuta di frutta non è un’abitudine molto diffusa nella nostra popolazione e in media è assunta due, massimo tre, volte a settimana. Va ricordato che un succo di frutta o spremute pastorizzate a lunga conservazione, ma anche i frullati industriali, non possono sostituire la frutta fresca, o frullata che sia, in quanto le vitamine sono facilmente deperibili (termo e foto sensibili) e per questo la frutta andrebbe mangiata subito dopo essere stata tagliata o spremuta.

Infine, i ragazzi introducono non solo meno vitamine degli adulti, ma anche meno minerali. Si evidenziano infatti valori più bassi di ferro e zinco (un importante antiossidante), elementi che si trovano soprattutto in carne, uova, latte e derivati e frutta secca. Apprezzano poco anche lo yogurt, un alimento ricco di fermenti lattici, il cui consumo non è particolarmente elevato e non avviene tutti i giorni, come sarebbe raccomandato.