ROMA – “Il grano viene quotato a prezzi oggi inferiori del 38 per cento rispetto a quelli raggiunti tre anni fa, nonostante gli aumenti che si sono verificati nell’ultimo periodo”.
È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai possibili effetti dei rincari delle materie prime sull’inflazione evidenziati da Confcommercio nel sottolineare che negli ultimi tre anni i prezzi del grano sono crollati da 13 dollari per bushel del febbraio 2008 ad appena 5 dollari per bushel del febbraio 2009, a 6 dollari per bushel del febbraio 2010 per poi risalire fino agli 8,1 dollari per bushel attuali.
“Dei crolli dei prezzi alla produzione che si sono verificati gli scorsi anni che hanno messo in grave crisi gli agricoltori non si sono avuti riscontri al consumo dove – sottolinea la Coldiretti – i cittadini hanno continuato a pagare prezzi elevati. La realtà è che l’incidenza delle materie prime agricole sul prezzo finale di vendita degli alimenti è purtroppo marginale per le principali commodities”.
“Basti pensare che con un chilo di grano che viene pagato oggi 27 centesimi al chilo – spiega la Coldiretti – si produce con l’aggiunta di sola acqua, un chilo di pane che viene venduto a 2,7 euro al chilo, un rincaro di dieci volte”.
La situazione non cambia di molto per il latte, scrive la Coldiretti. “L’aumento dei costi dei mangimi – si legge – ha reso necessario un adeguamento di qualche centesimo dei prezzi alla stalla che non dovrebbe avere ripercussioni pesanti sui prezzi finali al consumo sempre che non si trovi l’occasione per pericolose speculazioni”.
“Il rischio rialzi non dipende in realtà dalle commodities – continua – ma da troppe intermediazioni e dalle inefficienze che segnano il percorso dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale in media i prezzi aumentano più di cinque volte. In altre parole, per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti oltre la metà (il 60 per cento) va alla distribuzione commerciale, il 23 per cento all’industria di trasformazione e solo il 17 per cento per remunerare il prodotto agricolo”.
La Coldiretti è impegnata nel progetto per una filiera agricola tutta italiana con lo scopo di tagliare le intermediazioni e arrivare ad offrire, attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, mercati di Campagna Amica, agriturismi e imprese agricole, prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo per garantire un giusto reddito ai produttori e acquisti convenienti i consumatori.
Una filiera “agricola” perché protagonisti sono gli agricoltori dal campo alla tavola “italiana”, perché realizzata con prodotti che provengono esclusivamente dai campi e dagli allevamenti italiani e firmata dagli agricoltori che ci mettono la faccia in modo che il consumatore possa conoscere chi produce e ciò che mangia.



