L’AQUILA – “Siamo sempre molto attenti, le infiltrazioni sono la manifestazione più evidente che le organizzazioni mafiose interferiscono sulla vita dei cittadini inducendoli, spesso, a delinquere”.

Sono le parole del procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, nel fare il punto della situazione sull’attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel cratere del terremoto, dove è ‘aperto’ il cantiere più grande d’Europa, alla luce dei lavori per la ricostruzione.

Nei mesi scorsi la Procura ha arrestato quattro persone, tra cui l’imprenditore aquilano Stefano Biasini, ancora in carcere, per infiltrazioni della ‘Ndrangheta negli appalti per la ricostruzione.

“Stiamo lavorando molto duramente, il nostro obiettivo è bloccare tutti i passaggi delittuosi – ha aggiunto il procuratore capo –  Piano piano l’Italia cambierà e diventerà un Paese normale”.