L’AQUILA – La provincia di Chieti sale, L’Aquila tiene botta, meno bene Pescara e Teramo.

Il quadro emerge dall’indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere abruzzesi nel secondo trimestre del 2010, condotta dal Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa), che ha coinvolto una campione di 368 imprese con almeno 10 lavoratori.

Rispetto allo stesso periodo del 2009, la produzione manifatturiera in Abruzzo è salita del 18 per cento, il fatturato del 19 e quello con l’estero di circa il 28 per cento, mentre l’occupazione è scesa di 1,4 punti percentuali.

Seppure siano ancora lievi segnali di ripresa, “i dati sono complessivamente confortanti – afferma il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco (nella foto a sinistra) – e vanno sottolineati per due motivi: innanzitutto perché nell’ultimo biennio i settori manifatturieri hanno sofferto più degli altri degli effetti della recessione, e poi perché il recupero appare più evidente in quei comparti che hanno costituito il principale traino della dinamica economica abruzzese nel biennio 2006-2007”.

SETTORI

In particolare, Prosperococco ha fatto riferimento al comparto dei mezzi di trasporto, per lo più concentrati nella provincia di Chieti, in cui, rispetto al secondo trimestre del 2009, la produzione è aumentata del 75,7 per cento, il fatturato del 90,7 e il fatturato estero addirittura del 109 per cento.

Bene anche i settori elettromeccanica ed elettronica (produzione +29,2 per cento) e lavorazione minerali non metalliferi (+13,3 per cento)

PROVINCE

Quanto alla territorialità, per fortuna ci sono le aziende teatine, che dopo il duro colpo ricevuto con la Finanziaria 2008-2009 fanno attualmente da traino per l’economia regionale, con una crescita produttiva del 31,6 per cento su base annua e del 6,8 per cento rispetto al primo trimestre di quest’anno.

Al secondo posto la provincia dell’Aquila, con una crescita dell’11,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, seguono Teramo (+8,1 per cento) e Pescara (4,6 per cento in più).

Su base trimestrale anche le aziende aquilane si sono tenute al di sopra della media regionale, ma il ritorno ai livelli produttivi ante-crisi è relativamente più lento.

OCCUPAZIONE E ZONA FRANCA

Per quanto riguarda il dato negativo sull’occupazione, secondo il presidente del Cresa, Giorgio Rainaldi (nella foto a destra), questo sarebbe da ricondurre alle conseguenze dell’innovazione tecnologica, “che porta a una graduale sostituzione dei lavoratori con le macchine”.

Le previsioni per il futuro non sono buone. “Bisogna incentivare gli investimenti delle imprese – afferma Rainaldi – per evitare flessioni economiche”.

Anche l’ipotesi della zona franca urbana, secondo Rainaldi, potrebbe non servire a molto: “Incentiverebbe l’investimento nel nostro territorio di aziende provenienti da fuori – sottolinea – ma noi dobbiamo pensare allo sviluppo delle aziende di casa nostra”.

COOPERATIVE OK

Un capitolo specifico dell’indagine del Cresa è dedicato al sistema cooperativo in Abruzzo.

Dallo screening è emerso che, con un’elevata dimensione media, alta capacità di creare occupazione, longevità, sensibile contribuzione al valore aggiunto e orientamento all’innovazione e alla crescita professionale dei soci lavoratori, questo riveste un ruolo rilevante nel sistema economico complessivo regionale.

Le cooperative attive sono 1.632, e sono presenti soprattutto nella provincia di Chieti, dove se ne localizza un terzo del totale. Numerose poi le cooperative sociali, che sono 292 in tutta la regione, presenti soprattutto nella provincia di Teramo.

In conclusione, Prosperococco ha preannunciato che nei prossimi mesi l’analisi congiunturale del Cresa sarà estesa alle imprese abruzzesi operanti nell’edilizia, “un settore di rilevante importanza per l’economia regionale”.

CHIODI: ”RIPRESA GRAZIE A IMPRENDITORI”

L’AQUILA – “I segnali di crescita premiano l’azione dell’imprenditoria abruzzese che sta attuando strategie concrete e realistiche per combattere la crisi e affermare all’estero le proprie eccellenze anche se la situazione presenta ancora aspetti di criticità”.

Lo ha detto il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, commentando i dati diffusi dal Cresa relativi all’indagine congiuntura economica abruzzese per il secondo trimestre di quest’anno presentati questa mattina all’Aquila.

“Questa regione – ha proseguito Chiodi – sta voltando pagina sul fronte dell’internazionalizzazione e sta cercando di colmare il gap anche se gli effetti della crisi sono ancora evidenti, in particolare per l’occupazione. Oggi misuriamo i risultati di questo sforzo messo in campo dall’imprenditoria abruzzese per una sfida competitiva che si preannunciava molto difficile”.

“Il nostro è un territorio trainante sotto il profilo economico e industriale per la sua dinamicità e per uno spaccato caratterizzato da un tessuto produttivo variegato che vanta numerose punte d’eccellenza di cui va dato atto all’imprenditoria regionale. C’è ancora molto da lavorare e questi segnali di ripresa vanno letti con cautela”.

“L’impegno di questo governo – ha concluso – sarà proprio quello di sostenere i processi di internazionalizzazione, le politiche di sostegno e le azioni di attrazione degli investimenti perchè riteniamo sia una delle ricette vincenti per uscire dalla crisi affinchè il territorio abruzzese venga guardato con sempre maggiore interesse dal mondo delle imprese”.