L’AQUILA – L’Aquila è la provincia italiana dove si muore di più sul posto di lavoro.
 
È questo il dato allarmante che emerge dallo studio condotto dall’Osservatorio sulla sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre, che ha raccolto i dati relativi al 2011, aggiornati a giugno.
 
Con quattro morti su circa 111 mila lavoratori, il territorio aquilano ottiene dunque il triste primato, ma anche le altre province abruzzesi non se la passano bene. Mentre Pescara occupa la 67^ posizione nella graduatoria, Teramo si piazza al 16^ posto e Chieti è addirittura sesta, con sei casi di incidenti mortali sul lavoro su 140 mila lavoratori.

Con questi dati, l’Abruzzo arriva a posizionarsi al secondo posto nella classifica delle regioni italiane, con un indice di incidenza sul numero di occupati di 32,4.

Sull’impennata di infortuni sul lavoro, che molto spesso si traducono in incidenti mortali, in Abruzzo influiscono sicuramente più fattori, a partire dalla crisi finanziaria e dal terremoto, che alimentano in modo consistente il mercato del lavoro nero.

In particolare, nella provincia dell’Aquila, più volte definito il più grande cantiere d’Europa, è presumibilmente nel campo dell’edilizia che si determina il maggior numero di incidenti mortali.

Sono infatti migliaia gli operai e manovali attualmente al lavoro per la ricostruzione della città e dei Comuni del “cratere”. (e.m.)