ATESSA – “Schiacciato da un braccio di un robot durante un normale turno di lavoro. Così è morto Cristian Terilli, 28 anni, qualche giorno fa nello stabilimento Sevel di Atessa, uscito al mattino per andare al lavoro, per garantire una vita dignitosa per lui e la sua famiglia. Famiglia a cui rivolgiamo il nostro profondo cordoglio per la terribile scomparsa di Cristian. Ma non chiamatela fatalità…”
Lo scrivono in un comunicato Articolo Uno Federazione di Chieti e Articolo Uno Abruzzo, a commento della tragedia sul lavoro alla Sevel.
La nota, come precisato ad Abruzzoweb, ricalca in buona parte le parole contenute nell’articolo “Morti sul lavoro. Sono persone e non numeri” pubblicato da “Articolo 21” a firma di Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze (https://www.articolo21.org/2019/12/morti-sul-lavoro-sono-persone-e-non-numeri/).
“Christian è l’ennesima vittima, che si aggiunge alla ‘mattanza’ delle morti sul lavoro, un bollettino di guerra che non trova mai fine – prosegue la nota -. Andrebbero aboliti termini come ‘morti bianche’ e tragica fatalità quando si parla di queste morti, perché non lo sono mai! Sono dei termini sconcertanti, che non restituiscono dignità a questi poveri lavoratori che non ci sono più di cui un calcolo preciso è difficile se non impossibile. Ci sono quelli registrati dall’Inail, certo, ma altri di cui invece non si sa nulla, magari perché lavoravano in nero. Spesso, (non è il caso di Sevel) queste morti dipendono dal fatto che in quei luoghi di lavoro non si rispettavano neanche le minime norme di sicurezza sul lavoro. Tuttavia si può fondatamente ipotizzare che nel 2019 in Italia i morti sul lavoro siano stati almeno 950 considerando anche gli incidenti di tipo in itinere”.
“Gli ultimi tre lavoratori, prima di Christian, deceduti il giorno della vigilia di Natale. E’ chiaro che ci sono delle responsabilità di prevenzione e controllo delle imprese da parte delle istituzioni pubbliche e sono necessari sia il deciso potenziamento degli organismi di vigilanza, sia una progettualità di più lungo corso per incrementare controlli preventivi ed azioni di efficace diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, nella convinzione che gli infortuni sul lavoro costituiscano oggettivamente un’autentica emergenza che va inserita tra le priorità dell’azione politica ad ogni livello”, conclude la nota.






