AIELLI – Si terranno domani pomeriggio alla chiesa di San Giuseppe di Aielli stazione, in provincia dell’Aquila, i funerali di Sara Sforza, la 23enne estetista, vittima dell’incidente di ieri sulla strada Tiburtina, tra Aielli e Celano. La salma è stata restituita alla famiglia a termine dell’esame autoptico eseguito questa mattina dall’anatomopatologa Simona Ricci per stabilire l’esatta causa del decesso, su incarico della Procura di Avezzano. E mentre il papà Fabio, noto commerciante di carni, la mamma Domenica Barbieri, di Cerchio, e la sorella Silvia e i parenti e amici più stretti, sono chiusi nel loro dolore, quanto accaduto diventa ora dopo ora un caso politico, anche di risonanza nazionale.
“Sono contro la pena di morte – ha scritto su facebook il leader della Lega Matteo Salvini – commentando una foto che ritrae la giovane Sara e il suo fidanzato, “ma spero che questo ‘signore’ paghi tutto questo, senza sconti, fino alla fine”.
E questo perché a provocare l’incidente sarebbe stato Y.A., marocchino classe 1994, già raggiunto da un decreto di espulsione, ma impugnato in Cassazione, e con precedenti per droga. Dopo un sorpasso azzardato a 100 all’ora, alla guida di un’Alfa 159, ha distrutto la Renault Twingo di Sara. Ed è poi stato trovato positivo ai test di alcol e droga: aveva nel sangue tracce di cocaina e un tasso di e di alcolici molto al di sopra dei limiti di legge. Nonostante questo però, non è stato ancora arrestato, ma indagato a piede libero per il reato di omicidio stradale. E’ ora ricoverato con trauma cranico. Come pure il fidanzato di Sara, Alessio Vergari, 31 anni, rimasto gravemente ferito. . Con lui in auto c’erano altre due persone e gli investigatori stanno cercando un terzo connazionale. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Andrea Padalino.
Tra le prime indignate reazioni quella del leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Sara ha perso la vita in un fatale incidente stradale causato da un immigrato, già raggiunto da un decreto di espulsione e positivo ai test di alcol e droga, ma ancora a piede libero. Sono vicina ai familiari e chiedo #GiustiziaperSara”, ha twittato.
Interviene anche il deputato e segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo: “Sono ore di assurda angoscia e dolore per tutta la comunità regionale – dice D’Eramo – per una tragedia che lascia attoniti. Nonostante l’incredulità per quanto accaduto alla povera Sara, non è possibile rimanere inermi: se esistono profili di presunta illegalità, per di più nei confronti di soggetti che hanno già avuto precedenti in tal senso, è assolutamente doveroso prendere provvedimenti immediati, con il massimo della inflessibilità. La Lega ribadisce il rispetto per il lavoro della Magistratura, ma anche la ferma e inossidabile condanna per ogni forma possibile di mancato rispetto per la legge. A maggior ragione quando ciò diventa causa di morte per una giovane ragazza, piena di energia e di speranza nel futuro”.
Sulla stessa linea il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, anche lui Fdi.
“Una giovane ragazza abruzzese strappata alla vita nel fiore dei suoi anni, il ragazzo che l’ha centrata in pieno con la sua auto guidava ubriaco e drogato, e attualmente si trova a piede libero. Siamo stufi di questa giustizia assurda, che ha due pesi e due misure: pensiamo a quanto accaduto qualche giorno fa nell’investimento mortale di due ragazze a Roma, il cui responsabile è – invece – in stato di arresto. La giovane e dolce Sara merita giustizia. La sua vita è volata via, la sua famiglia è distrutta dal dolore”, la sua considerazione.
A contestare duramente il mancato arresto è anche l’avvocato Lucio Cotturone, che assiste la famiglia del fidanzato di Sara.
Ha superato quota 5 mila firme intanto la petizione on line “Giustizia per Sara Sforza”, lanciata ieri sera da Domenico Paris sulla piattaforma Change.org e indirizzata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Questo il testo della petizione: “Sara Sforza, una ragazza di 23 anni morta in un incidente stradale, provocato da un marocchino positivo all’alcol test,che ha effettuato un sorpasso in un tratto di strada in cui è vietato. La popolazione è stufa di vedere vite spezzate a causa di droga, alcol e la mancanza del minimo senso civico. Non vogliamo assolutamente che tutto finisca a tarallucci e vino. Ci sono due genitori che non vivranno più’ per il resto della loro vita”.
Durissimo anche Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega e sindaco di Ovindoli, “C’è un ingiustizia commessa nei confronti di questa famiglia. Ben inteso, nulla da obiettare sull’operato dei magistrati, ma sono incredibili le leggi che abbiamo e che andrebbero cambiate. Leggi che vanno oltre il garantismo. Questa persona era fuggita a un posto di blocco, era socialmente pericolosa, era stata raggiunta da un decreto di espulsione dall’Italia: cos’altro doveva succedere? È assurdo che una persona così se ne possa andare in giro ad ammazzare con l’auto, generando tra l’altro un forte allarme pubblico. Ripeto, c’è qualcosa che non va a livello legislativo”.






