L’AQUILA – Comincia domani in Corte d’Appello all’Aquila il processo di secondo grado per l’ex presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, assolto dal tribunale di Pescara il 14 giugno 2011 nell’ambito del maxi processo sanità.
La procura della Repubblica pescarese aveva chiesto 4 anni di reclusione per l’ex governatore, accusato di aver partecipato all’associazione per delinquere insieme, tra gli altri imputati, a Giancarlo Masciarelli, l’ex presidente della Finanziaria regionale (Fira) che ha patteggiato 3 anni e 4 mesi per il processo sanità e Fira, all’ex assessore regionale alla Sanità della sua Giunta Vito Domenici, all’ex titolare di Villa Pini Vincenzo Angelini e all’ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga.
Dopo l’assoluzione con il rito abbreviato, saltando l’udienza dibattimentale in cambio di uno sconto di pena, da parte del giudice Angelo Zaccagnini, i pubblici ministeri Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli hanno fatto appello e tornano a chiedere la condanna.
In particolare l’attenzione si pone su un contributo elettorale di 100 mila euro di Angelini che, secondo i rappresentanti dell’accusa, sarebbe stata una mazzetta.
“È lecito nel nostro sistema chiedere un contributo elettorale lasciandone l’importo alla generosità dell’erogante – scrivono i pm, come riporta il quotidiano Il Centro – la richiesta precisa di una somma da chi è parte importante di un sistema di illegalità va definita estorsione o, in questo caso, concussione”.





