PESCARA  – “Apprendo solo ora, con la consegna formale dell’avviso di garanzia a mio carico, i fatti che mi vengono addebitati dalla Procura della Repubblica. Nello specifico mi vengono contestati solo i dettagli organizzativi di una manifestazione elettorale svoltasi in occasione della mia candidatura al Parlamento italiano lo scorso settembre. Manifestazione alla quale mi sono trattenuto pochi minuti, in cui, va detto, non ero l’unico candidato invitato o presente in uno spazio privato, non a uso esclusivo, e soprattutto non l’ho organizzata io. Spero di poter chiarire presto i dettagli della circostanza confermando, come ieri, la mia totale disponibilità’.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri in riferimento agli atti notificati nell’inchiesta della Procura di Pescara.

Sospiri, come riferisce l’agenzia Ansa, è indagato per una cena elettorale in uno stabilimento a Pescara per una somma complessiva di 400 euro.ù Lo si legge nell’informazione di garanzia che riguarda anche altre 11 persone emesso dalla Procura di Pescara e notificato stamani dalla Guardia di Finanza, che ha portato a 4 arresti.

Sarebbe stato il dirigente comunale Stefano Trisi ad aver chiesto all’altro arrestato, l’imprenditore Vincenzo De Leonibus, di pagare lo scorso 15 settembre l’incontro elettorale da lui stesso organizzato. Nel provvedimento si fa riferimento anche ad altri non citati imprenditori pescaresi destinatari di commesse pubbliche i quali in quel caso avrebbero contributo ad altre spese.

‘Il fatto contestato – ha detto il Presidente Sospiri – riguarda una manifestazione pubblica, organizzata in uno spazio privato non a uso esclusivo, con i cittadini con i quali abbiamo svolto delle riflessioni politiche in vista della campagna elettorale in corso. Una manifestazione che ha visto la presenza di altri candidati. Per quanto potessi sapere, la manifestazione non prevedeva un costo e nessuno infatti mi ha chiesto un pagamento al quale, altrimenti, avrei senza dubbio provveduto personalmente. Durante l’evento non ho chiesto contributi elettorali, non ho chiesto che si organizzasse la stessa manifestazione elettorale alla quale sono stato invitato, al pari degli altri, e soprattutto non ho chiesto che qualcuno pagasse per me. Dalle carte non emerge alcun addebito a mio carico sulle accuse generali riferite a presunte corruttele o consumo di sostanze stupefacenti. Resto a disposizione degli inquirenti per poter chiarire i contorni della vicenda”.