L’AQUILA – “Denis Verdini? Sì, gli chiesi aiuto. In Italia funziona in questo modo”.
Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Riccardo Fusi (nella foto a sinistra), l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta della Procura dell’Aquila insieme al coordinatore del Pdl (nella foto a destra).
Entrambi sono attesi lunedì in tribunale, anche se Verdini ha annunciato che non ci sarà.
VERDINI NON VERRA’ ALL’AQUILA
L’AQUILA – Il coordinatore del Popolo della libertà, Denis Verdini, non si presenterà lunedì dai magistrati aquilani per essere sentito nell’ambito dell’inchiesta della Procura sugli appalti per il G8 e la ricostruzione.
La conferma di quanto aveva già fatto capire lo stesso Verdini nei giorni scorsi è arrivata dal suo avvocato, Marco Rocchi.
“Sto inviando il fax alla procura – ha detto – lunedì non ci presenteremo all’Aquila”.
Nell’inchiesta della procura distrettuale antimafia, Verdini è indagato per abuso d’ufficio.
L’INTERVISTA DI FUSI: ”PIU’ AFFARI CON LA SINISTRA”
“Facevo più affari con il centrosinistra – dichiara fusi al Corriere – Ogni mattina devo alzarmi e andare a spiegare a tutti, specialmente alle banche, che io e Denis Verdini siamo amici ma non gemelli siamesi”.
In ogni caso, non è strano, per Fusi “rivolgersi a un politico. Perché la Lega non ha le sue aziende? E il Pd non ha le Coop? Non ci vedo nulla di male”.
In Italia, aggiunge, “tutto il mondo degli appalti gira intorno ad associazioni, conoscenze, consorterie, perché non dovrei girarci anch’io?”.
“Quando ho avuto bisogno – dice parlando di Verdini – ci siamo sempre sentiti e abbiamo collaborato. In società mai”.
IL CONSORZIO FEDERICO II
Sugli appalti per la ricostruzione dell’Aquila, Fusi afferma che “i soci locali del Consorzio (tra cui Ettore Barattelli, nella foto al centro) erano stufi di rimanere a bocca asciutta perché, con la storia dell’emergenza, Bertolaso faceva gare a trattativa privata e assegnava i lavori a chi voleva lui”.
“Mi dissero – aggiunge – che era necessario farsi conoscere da Gianni Letta. Io alzai il telefono e chiamai Verdini”.
Ma, afferma, “sono così appoggiato” politicamente che “l’unica gara vinta come Consorzio Federico II è stata a buste chiuse, con miglior offerta al ribasso”.
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