L’AQUILA – Il giudice per le udienze preliminari, Romano Gargarella, del Tribunale dell’Aquila, ha deciso il non luogo a procedere per Massimiliano Mellone, aquilano classe 1970, difeso dall’avvocato Roberto Madama, coinvolto suo malgrado nell’inchiesta “Chamaquito”, relativa ad un vasto traffico internazionale di droga, in particolare cocaina, proveniente dalla Repubblica domenicana. L’organizzazione malavitosa sgominata aveva la sua base operativa all’Aquila, dove sono effettuati tre dei sei arresti complessivi.
Scrive il giudice a proposito di Mellone: “L’impianto accusatorio si basa fondamentalmente sulle dichiarazioni rese dal coimputato Carlos Luis Diaz. Sul punto si deve ammettere che le stesse di per sé abbiano una loro coerenza logicità e si inseriscono in un quadro che per altri aspetti ha trovato riscontro”.
Ma, sottolinea il gup, “per gli episodi specificamente ascritte agli odierni imputati, si deve ammettere che corrisponde al vero quanto asserito dai difensori, ovvero che non sono stati trovati specifici elementi di riscontro a tali dichiarazioni accusatorie”.
Pertanto “non può addivenirsi a un procedimento che disponga il giudizio, poiché stando così le cose, si deve necessariamente ritenere che mancano elementi idonei a sostenere con successo l’accusa in giudizio, e né, allo stato attuale, sono ipotizzabili sviluppi dibattimentali ulteriori in senso favorevole all’accusa”.






