PESCARA – “L’ennesima inchiesta sull’Ato dovrebbe far riflettere gli amministratori dell’Aca e quei sindaci, componenti l’assemblea dell’ente d’ambito, che hanno sostenuto gli aumenti delle tariffe, sull’impossibilità e persino sull’indecenza, in questo contesto, di tale proposta”.

Ad affermarlo, il segretario provinciale del Partito di Rifondazione comunista, Corrado Di Sante.

“I capi di imputazione di quest’ultima indagine – continua – confermano quanto da sempre denunciato da Rifondazione Comunista sui metodi del ‘partito dell’acqua’. Recentemente D’Ambrosio aveva pronosticato la scomparsa di Rifondazione Comunista ‘per il suo assoluto integralismo’.

“Al di là delle conseguenze giudiziarie per gli indagati – conclude Di Sante – è evidente che a scomparire è la credibilità di certi personaggi nella gestione degli enti preposti al ciclo idrico integrato, sotto il cumulo delle inchieste”.