L’AQUILA – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha disposto l’archiviazione della posizione di Rocco D’Alfonso, ex sindaco di Penne (Pescara), che era stato accusato di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e istigazione alla corruzione”, nell’ambito dell’inchiesta relativa all’alienazione del fondaco di proprietà del Comune della città vestina. Identica decisione, l’archiviazione, è stata presa per l’ex presidente della Regione Abruzzo e oggi senatore del Partito democratico, Luciano D’Alfonso, di cui all’epoca dei fatti l’ex sindaco era stretto collaboratore, nello staff dell’ufficio di Presidenza.
La vicenda, risalente al 2015, si inserisce in uno dei degli oltre 10 filoni d’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sugli appalti della Regione: tra i principali la gara per l’affidamento dei lavori di ricostruzione di palazzo Centi, sede della giunta regionale all’Aquila.
I due sono stati indagati per la cessione di un immobile di proprietà comunale, messo in vendita poiché il Comune di Penne aveva bisogno di fare cassa, in quanto rischiava di sforare il patto di stabilità interno. Per portare a termine l’operazione era però necessario superare il vincolo dei Beni culturali: il sindaco della città vestina ha chiesto dunque alla Soprintendenza che il vincolo potesse decadere ed è rimasto in attesa del parere della relativa commissione per completare la vendita.
La commissione, tuttavia, ha tardato a riunirsi e Rocco D’Alfonso ha deciso di chiedere l’intervento del presidente della Regione, che ha telefonato ad un funzionario dei Beni culturali per sollecitare il parere. Questa telefonata è stata stata letta dagli inquirenti come una “pressione indebita” sul funzionario, al fine di favorire la decadenza del vincolo e la vendita dell’immobile.
Accusa rivelatasi, a seguito dell’indagine, però infondata: non c’è stata infatti nessuna pressione indebita a imporre il parere positivo necessario al Comune di Penne per vendere il vecchio fondaco. La richiesta è stata solo quella di velocizzare la riunione della commissione che doveva esaminare la pratica ferma da mesi sotto un faldone di altre richieste.
Nè, ovviamente, l’ex governatore ha ottenuto qualcosa in cambio dall’allora sindaco D’Alfonso.





