L’AQUILA – Messi in sicurezza definiva centri abituati, allevamenti e rifugi, è stato ancora ridotto il fronte dell’incendio sul monte Morrone, il rogo attivo da due settimane, che ha preoccupato di più nell’emergenza incendi in Abruzzo.

Con i quattro canadair e i due elicotteri sul campo, le squadre di terra, vigili del fuoco, volontari della protezione civile regionale ed esercito, stanno entrando nella fase operativa dello spegnimento e poi della bonifica, oltre che del pattugliamento.

È questo l’aggiornamento sull’incendio sul monte Morrone che intessano, non più pericolosamente, i comuni di Roccacasale e Corfinio, in provincia dell’Aquila, e Popoli Terme, in quella di Pescara.

Questa mattina, a Roccacasale è arrivato per l’ennesima volta il presidente della Regione, Marco Marsilio, che ha voluto accertarsi di come stessero andando le operazioni. Marsilio, accompagnato dalla moglie Stefania Fois, ha effettuato una visita privata.

Determinante nell’azione di contrasto, oltre al potente mezzo dell’esercito arrivato da Roma che ha tracciato linee tagliafuoco che hanno delimitato le fiamme in alto, sono stati i droni: attualmente ne sono operativi cinque e il loro compito è quello di esaminare la zona ed indicare ai velivoli la posizione esatta, con la trasmissione di punti precisi, sui quali scaricare l’acqua.

Secondo informazioni della Protezione civile regionale, la squadra droni ha turni di 18 ore durante le operazioni di spegnimento.

Oggi – comunica la Protezione civile, diretta dall’avvocato Maurizio Scelli –, il fronte sul versante di Popoli è in pulizia e bonifica. Stirando agli operatori, anche gli altri fronti, in particolare, nell’Aquilano nei comuni di Bisegna e Rocca Di Cambio, sono sotto controllo.