L’AQUILA – “‘Spilli al cuore’ è l’espressione usata da un poliziotto veneziano per indicare la sofferenza, l’impotenza, l’angoscia di chi si è trovato a operare nelle prime ore del 6 aprile 2009”.

Parte da qui il percorso di raccolta e di scrittura di Marianna Di Nardo, giovane aquilana che ha deciso di trovare i protagonisti dei soccorsi di quella notte maledetta e riunire le loro storie in un libro, il suo primo, intitolato appunto “Mani nude e spilli al cuore”, che sarà presentato dopodomani, venerdì 17 settembre, alle 17 presso il comando provinciale dei Vigili del fuoco in viale Panella all’Aquila.

Nel volume ci sono interviste a 27 operatori, tutti con la stessa caratteristica, quella di essere stati terremotati e soccorritori nello stesso tempo.

La maggioranza è di aquilani, ci sono poi tre vigili del fuoco provenienti da Foggia, un funzionario originario di Montereale ma che vive a Roma, comandava le prime sezioni operative arrivate a Onna, e quel poliziotto veneziano, che da vent’anni vive e lavora nel capoluogo.

“I 27 racconti – spiega l’autrice – sono spezzettati e ordinati in base a una scansione temporale che va dalle 20 di domenica 5 aprile fino a sabato 10, quando l’ultimo disperso, il 293°, un ragazzo di 17 anni, è stato tirato fuori morto dalle macerie. Ogni storia è collocata nella sua fascia oraria”.

“L’idea del libro – aggiunge – nasce dalla mia incredulità dopo aver sentito le critiche sul funzionamento non ottimale della macchina dei soccorsi… E anche dalla mia passione, fino a oggi inconscia, per le divise”.

Il terremoto la Di Nardo non lo ha vissuto dall’Aquila, era appena ripartita per Roma. “Anche se ho sentito la scossa – ricorda – nel libro non c’è mai una mia considerazione, un mio commento diretto, la mia voce narrante. C’è solo l’ansia di chi ha vissuto da fuori la scossa delle 3.32, non certo l’arroganza di raccontare il ‘mio terremoto’ da Roma”.

Un cammino di scrittura che è stato anche un’esperienza di vita. “Ho conosciuto tante belle persone – conclude l’autrice – che mi hanno senz’altro arricchito. Persone con un’anima, un cuore straordinari: ho capito che se fai certi lavori, può migliorare la tua capacità di apprezzare la vita, l’umanità e l’abnegazione: se potessi vigile del fuoco ci diventerei io!”. (alb.or.)