TERAMO – “Ad oggi non si è ancora svolto alcun incontro con la società aggiudicataria del servizio del nuovo call center della ASL di Teramo e dei punti CUP delle quattro ASL abruzzesi, finalizzato a discutere la proposta avanzata dalla Regione Abruzzo – per voce dell’Assessore alla Salute Nicoletta Verì – nel corso della Conferenza dei Capigruppo della scorsa settimana, alla presenza delle Organizzazioni Sindacali”.
Sono delusi ed esasperati i lavoratori originariamente impiegati presso la sede di Treglio, in provincia di Chieti. Dei 13 operatori iniziali, 3 sono stati costretti a dimettersi, impossibilitati a sostenere ulteriormente lo stress e i costi di un pendolarismo gravoso. I 10 operatori rimasti sono oggi obbligati a raggiungere quotidianamente Teramo partendo da Vasto, Ortona, Lanciano, Fossacesia e Atessa, percorrendo fino a 250 chilometri al giorno per una retribuzione di circa 700 euro mensili.
“Abbiamo appreso”, si legge in una nota, “che le ASL di Pescara e Lanciano-Vasto-Chieti avrebbero manifestato la disponibilità a valutare la ricollocazione di una parte del personale, al fine di ridurre un disagio che non è più sostenibile. È stato inoltre annunciato un confronto con la CNS, azienda aggiudicataria dell’appalto regionale. Tuttavia, a oggi, nessun passo concreto è stato compiuto. Ci sentiamo abbandonati. Alle dichiarazioni pubbliche e agli impegni assunti non sono seguiti atti formali né convocazioni ufficiali. Nel frattempo continuiamo a sostenere costi economici rilevanti e sacrifici personali significativi, con ripercussioni sulla nostra vita familiare e professionale. Chiediamo risposte chiare e tempi certi. Chiediamo di sapere quando, con quali modalità e con quali interlocutori si terrà l’incontro annunciato. Chiediamo che la nostra situazione venga affrontata con serietà e responsabilità, senza ulteriori rinvii”.
“Non è accettabile che lavoratori già in condizioni economiche fragili siano lasciati soli ad affrontare un disagio tanto evidente. Attendiamo un riscontro concreto e immediato da parte della Regione Abruzzo e delle ASL coinvolte, affinché venga finalmente avviato un confronto diretto con la società aggiudicataria del servizio e si individuino soluzioni reali e praticabili”.






