L’AQUILA – Cinquantaquattro truffe al giorno. Due ogni ora, di cui sono vittime gli over 65. E potrebbe essere solo la punta di un iceberg, visto che molti preferiscono non denunciare.
Il fenomeno è tornato a crescere da Nord a Sud, con quasi 20 mila casi nel 2018, rispetto ai poco più di 19 mila dell’anno precedente.
A dirlo è l’Istat, ma va tenuto conto che in base al dossier del Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, in generale i reati che hanno come vittime gli over 65 sono in diminuzione costante (327.246 nel 2018, -2,7% rispetto al 2017 e -5,1% sul 2016), Solo le truffe sono insomma in controtendenza.
Anche in Abruzzo sono diversi i casi di truffe ai danni delle persone anziane, alcune, fortunatamente, vengono riconosciute e denunciate dalle stesse vittime.
A giugno è stato approvato in Senato un disegno di legge che crea una specifica fattispecie di reato. Con l’aggiunta di un nuovo comma all’articolo 643 del codice penale, si stabilisce infatti che chiunque, abusando della condizione di vulnerabilità dovuta all’età, induca una persona a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso, può rischiare la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 500 a 2.000 euro. Il danno, quindi, non deve necessariamente essere patrimoniale.
Attualmente, questi reati vengono trattati come casi di truffe generiche o di circonvenzione di incapace. Con questa legge, il fatto che la vittima sia anziana farà invece la differenza.
A far luce sul fenomeno la relazione, alla base del provvedimento del senatore leghista Simone Pillon.
Negli ultimi tre anni ci sono stati in Italia 32.000 casi di clonazione delle carte di credito, 240.000 casi di falsi operatori di enti pubblici, aziende o associazioni che hanno avvicinato anziani per farsi consegnare oggetti di valore, 441.000 casi di donazioni fatte a persone che poi si sono rivelate essere truffatori e 201.000 casi di vere e proprie truffe.
A questi, ha spiegato Pillon, bisogna aggiungere una notevole incidenza di fatti che poi non sempre si è riusciti a qualificare come reato, come per esempio 1.051.000 di casi di contratti firmati per l’acquisto di merci, beni o servizi, terreni, automobili, enciclopedie, corsi di formazione o contratti telefonici svoltisi contro l’effettiva volontà dell’anziano, oppure a 135.000 casi di contratti stipulati con ditte, società o cooperative poi risultati fittizie o inesistenti.
Inoltre, si contano 129.000 casi di inganno con richieste di denaro per aiutare qualcuno con problemi economici o di salute o addirittura fatte a falsi parenti, che poi si sono rivelati non esserlo affatto; si registrano altresì 288.000 casi di inganno a danno di anziani, con la prospettiva di grosse vincite alla lotteria, investimenti vantaggiosi o promesse di lavoro. In più risultano 503.000 casi in cui sono stati stipulati contratti del tutto falsi.
IL VADEMECUM
In casa: controllate ogni volta dallo spioncino prima di aprire (se non l’avete, chiedete sempre chi è). Tenete costantemente la porta protetta con il paletto o la catena di sicurezza e prendete l’abitudine di aprire sempre l’uscio senza togliere la catenella. Non fate entrare sconosciuti anche se vestono qualche uniforme, se dichiarono di essere idraulici ed elettricisti addetti alla manutenzione, postini, dipendenti di aziende del gas, del telefono o dell’Enel. Chiedete sia accompagnato dal portiere o dall’amministratore o da un vicino di casa a voi conosciuto; se non c’è nessuno e siete soli, allora telefonate all’ufficio dell’ente a cui lo sconosciuto dichiara di appartenere (il numero cercatelo sull’elenco, non fatevelo dare dall’estraneo). Inutile farsi mostrare il tesserino di riconoscimento, in genere i malintenzionati ne hanno uno falso e ve lo mostrano di loro iniziativa, per conquistare la vostra fiducia. Se per sbaglio avete fatto entrare lo sconosciuto allora invitatelo ad uscire e se non lo fa urlate sul pianerottolo o telefonate al 112 o al 113.
Pagamenti bollette: ricordatevi che nessun ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false che vi ha dato erroneamente. Per nessuna ragione date quindi soldi a sconosciuti che si presentano a casa vostra. Si tratta di una truffa. Per le bollette utilizzate sempre i bollettini postali o, meglio ancora, utilizzate la domiciliazione bancaria. Nel caso dei finti rimborsi il malfattore, per consegnarvi i soldi, vi chiede di cambiare una grossa banconota, solitamente falsa, oppure vi deruba quando andate in camera a prendere la borsa o quando tornate con il borsellino per dargli il resto.
Scippi: per evitarli camminate contromano rispetto al senso di marcia, in modo da vedere chi vi viene incontro e portate la borsetta a sinistra, dalla parte del muro, tenendola stretta al fianco (cfr. la voce soldi).
Borseggi: per evitarli state attenti alle persone che vi spingono o vi premono sui mezzi pubblici o mentre siete in una fila davanti a uno sportello. Mai mettere il portafogli nella tasca posteriore. Non fermatevi in strada con sconosciuti che vi fermano con una scusa, come la richiesta dell’ora, e per nessuna ragione estraete il portafoglio in strada, né per elemosine né se vi chiedono il cambio di una banconota. State attenti a chi vi urta in strada. I borseggiatori possono distrarvi con finti malori o finte liti; attenti in particolare se qualcuno, vicino ad una persona apparentemente svenuta, vi chiede di dargli una mano (cfr. la voce soldi).
In posta e in banca: fatevi accompagnare da qualcuno di fiducia quando andate in posta o in banca a ritirare dei soldi e non credete a presunti funzionari che vi avvicinano per un controllo fuori dall’ufficio in cui vi siete recati; dividete il denaro in più tasche, possibilmente interne all’abito e non fate notare quanto avete prelevato.
Non firmate nessun documento né per strada né in casa, se non lo avete fatto esaminare prima dai vostri figli o da vicini di cui vi fidate e che conoscete da tempo. Se volete acquistare dei prodotti da venditori porta a porta, invitate anche altre persone ad assistere alla dimostrazione e a vedere la merce. Usate comunque la massima cautela. Diffidate dei facili ed immediati guadagni, di catene di S. Antonio, prodotti miracolosi o oggetti d’arte.
Evitate strade solitarie, specialmente la sera e non sostate in luoghi appartati; se vi sentite seguiti o osservati fermate qualche altro passante o entrate in un luogo frequentato.
Uscite: Anche se uscite per poco tempo, chiudete sempre la porta a chiave e non lasciate le chiavi sotto lo zerbino, sopra lo stipite della porta, in un vaso o infilate sotto il davanzale della finestra. In caso di breve assenza è utile staccate il telefono e lasciare luci, radio o giradischi accesi. Ricordatevi che i messaggi sulla porta dimostrano che in casa non c’è nessuno.
Soldi: non tenete troppi soldi in casa e aprite un conto corrente per ricevere la pensione, in modo da non essere costretti ogni volta a recarvi in posta per ritirarla, usufruendo dei servizi bancari (pagamenti in conto corrente). quando uscite non portate con voi troppo denaro e, se è inevitabile, fatevi accompagnare. Non portate il denaro in borsetta (al limite in borse a tracolla chiuse), ma dividetelo in più tasche interne. Tenete sempre separata una piccola cifra per le piccole spese, in modo da non dover tirar fuori ogni volta il borsellino pieno di soldi, mostrando a tutti quanto avete con voi.
Regola generale: chiamare parenti o vicini per qualsiasi dubbio e timore. In caso di problemi rivolgersi alle forze dell’ordine.
Per dubbi legali telefonate al Codacons.




