L’AQUILA – Desta forte apprensione anche a L’Aquila, il clamoroso arresto per una presunta maxi evasione fiscale, del 45 enne imprenditore lucano Luigi Scavone, patron di Alma, azienda leader nel mercato del lavoro interinale e che controlla anche i call center Ecare, tra cui quello nel nucleo industriale di Bazzano, nel capoluogo abruzzese, dove lavorano 300 persone. Altre sedi di Ecare sono a Roma, Milano e Torino, e svolgono attività di customer care in outsourcing per società del calibro di Poste Italiane e Acea, per un totale di 1.800 addetti.
Dal 1 gennaio i call center Ecare sono stati dati in gestione da Alma, con contratto di affitto d’impresa, alla società Olisistem start.
La stessa Olisistem start, precisa comunque di essere “solo indirettamente coinvolta rispetto ai fatti e alle vicende che costituiscono oggetto di indagine da parte della Procura di Napoli”, e aggiunge che “la Società è di contro pienamente operativa ed è autonoma e idonea a prendere ogni necessario provvedimento ordinario e straordinario relativo alla governance aziendale, per il tramite Amministratore e del board manageriale aziendale”.
In una nota congiunta le segreterie azionali Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, esprimono però apprensione per “l’avvio di procedimenti giudiziari nei confronti di società appartenenti al gruppo Alma e di relativi provvedimenti cautelari disposti dalla magistratura di sequestro delle disponibilità finanziarie alle varie entità societarie che vi fanno capo. Tra queste risulterebbero interessate da tali misure anche la società Olisistem Start”.
I sindacati temono pertanto consegunze negative della vicenda “a partire da quelle legate alle retribuzioni”, e chiedono al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero del Lavoro, “un rapido intervento teso a scongiurare ogni ricaduta sui lavoratori e sulle realtà sociali di riferimento”.
L’inchiesta sulla maxi-evasione fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Napoli ha coinvolto per ora 27 persone. In cella sono finiti Francesco Barbarino, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto della Alma, e appunto Luigi Scavone, ex poliziotto, fermato, come riportato dai principali quatidiano nazionali “dai militari delle Fiamme gialle nella sua villa di Napoli, con 300 mila euro in contanti confezionati sottovuoto, e custoditi in uno zaino e con un biglietto per Dubai. Sequestrati anche 10 rolex”.
Con una nota diffusa in queste ore, il board di Alma spa smentisce però con forza la notizia che “vede il dottor Schiavone coinvolto in un’ipotetica fuga verso Dubai con ingenti somme di denaro al seguito”. Il board di Alma si dice “certo che nelle opportune sedi giudiziali tutto verrà positivamente chiarito”.
Secondo gli inquirenti il sodalizio gestiva una vera e propria attività truffaldina definita “di alta ingegneria economico-finanziaria illegale”. Scavone e Barbarino avrebbero gestito, con prestanomi compiacenti, oltre 30 società con 17 mila dipendenti e un fatturato di circa 400 milioni di euro per il solo 2017.
Le indagini, scaturite da una verifica dell’Agenzia delle Entrate, hanno passato al setaccio la complicata contabilità delle società anche per il 2015 e 2016. I finanzieri hanno messo i sigilli a beni per 70 milioni di euro riconducibili alle società e agli indagati, tra cui immobili di pregio a Bergamo, Salerno, Cagliari, Reggio Emilia, Napoli, Caserta, Vibo Valentia, due ville a Capri e Sperlonga, quote societarie e autovetture di grossa cilindrata.
In un’intercettazione, agli atti dell’inchiesta, Barbarino, dopo una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate dice a Scavone: “Luigi è finita, ci hanno sgamato”, e Scavone risponde, “..eh stanno sulle fatture, le fatture di subappalto…”.
Scavone, poche ore prima di essere arrestato era dietro le quinte del programma televisivo “Made in sud”, su Rai Due.
Fra le tante proprietà di cui l’imprenditore lucano era a capo, anche la squadra di basket di Trieste, l’Alma, che sta vivendo una stagione positiva, in piena corsa per i playoff. E’ stato finora molto attivo nel mondo del volontariato ed è stato sponsor di una società di hockey per disabili.
PEZZOPANE: ”GARANZIE PER I LAORATORI”
Inerviene sulla vicenda anche l’onorevole stefania Pezzopane, con un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del Lavoro e al Ministro dello Sviluppo economico.
“Da articoli di stampa si apprende che la holding Altea s.r.l (ndr- holding di cui Scavone è azionista) di cui risulta coinvolta in un’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. E che ci sono stati diversi arresti importanti. Lo stesso gruppo occupa 17.000 dipendenti in tutta Italia. Le aziende impattate risultano essere 32 facenti parte della holding ALTEA s.rl”.
La priorità è grantire “con la massima urgenza il pagamento degli emolumenti ai lavoratori, il proseguo delle normali gestioni delle commesse sui vari siti produttivi coinvolti e assicurare la continuità produttiva delle aziende”. Lo chiede Stefania Pezzopane, deputata del Partito democratico, con
“E’ necessario che il ministero intervenga e garantisca la tutela dei lavoratori e il mantenimento delle commesse aziendali. C’ è sconcerto e grave preoccupazione“, conclude.



