PESCARA – L’appuntamento che Pescara attendeva da mesi non ha deluso le aspettative. Ieri sera Lorenzo Cherubini, ha travolto lo Stadio Adriatico con la sua vulcanica energia: ben tre ore di musica nella tappa abruzzese del suo nuovissimo “Backup Tour”.

In più di 20.000 persone hanno tentato di stare dietro alla grinta di Jovanotti, che a due anni dal suo ultimo concerto a Pescara è tornato a riproporre i suoi brani più belli del passato, oltre agli inediti, tutti garanzia di fortissime emozioni.

È salito sul palco urlando “Ciao Pescara!” e da quel momento è stato un tripudio di bandiere, striscioni, frasi a effetto:“Jova portaci via con te”, urlava il pubblico in visibilio.

Ad aprire il concerto è stata  l’immortale Ciao Mamma, cantata a squarciagola da grandi e piccini, per poi approdare a una movimentatissima Megamix, in seguito Tempo, e la nuova Tensione Evolutiva caratterizzata da un effetto luci molto particolare.

In realtà, tutto il repertorio di canzoni è stato accompagnato da una scenografia curatissima: luci psichedeliche illuminavano palco e pubblico, e tre schermi giganti trasmettevano video con effetti speciali. Ottima l’acustica, ideale l’allestimento del palco con due lunghe passerelle che hanno consentito a Jova di attraversare il pubblico del parterre.

Il vero protagonista della serata è stato il colore, non solo delle luci con effetto e della scenografia, ma anche dell’abbigliamento stravagante che il cantante ha sfoggiato sul palco: giallo, rosa, blu e tanti altri colori lo rendevano ancora più vivace della sua musica e dei suoi balli sfrenati.

È andato oltre con Safari, Mezzogiorno, La mia moto e la storica Serenata Rap, cantata dal Lorenzo “uomo”, non più dal “Lorenzo” giovanotto di periferia, Questa è la mia casa, per poi addentrarsi in un momento magico, in cui non sono mancate anche lacrime di commozione.

Toccante la versione di A te, dedicata alla sua compagna Francesca. L’Adriatico si è di nuovo scatenato con “Il più grande spettacolo dopo il big bang” e “L’ombelico del mondo”, con un coinvolgente tamburo suonato dallo stesso Lorenzo.

Dopo Sono un ragazzo fortunato ha spiegato:  “Voglio dirvi una frase che mi viene dal cuore e che sto dicendo a tutte le città che ospitano il mio tour: possiamo farcela, possiamo davvero farcela”, e in una attimo la follia di quei balli si è fermata per fare spazio a un lunghissimo applauso.

Ci sono stati anche momenti in cui Jovanotti ha voluto ricordare momenti personali della sua vita: “quando ero piccolo in casa mia si giocava alla settimana enigmistica, io chiedevo che mi lasciassero fare il gioco dei puntini, quel gioco per me era una sicurezza. La cosa che avevo capito realmente era che per far nascere una figura sensata dovevo lasciar fuori alcuni puntini. Siamo noi che dobbiamo cercare le nostre figure, che sono infinite, possiamo in fondo scegliere di disegnare quello che vogliamo. Vi ho raccontato ciò perché è proprio in sere come queste che mi rendo conto che le figure sono infinite e che per ogni stella c’è una storia, per ogni puntino c’è una vita che non rimarrà fuori da nessun disegno perché non c’è nessun disegno, ma ci sono tutti i disegni possibili”.

Una serata di emozioni in musica che Pescara ricorderà a lungo.