PESCARA – “L’Abruzzo deve ripartire e questa crisi ci consegnerà certamente un futuro diverso, anche come pensiero. La firma del Patto per lo sviluppo è stata senz’altro un momento importante, così come le riforme industriali. Da quella dei consorzi industriali, all’iniziativa di riordino dei consorzi fidi. Io sono abituato come forma mentis a predispormi alla risoluzione dei problemi, non a vedere di chi è la colpa dei buchi neri”.

È un passo dell’intervento del vice presidente ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, nel corso della quarta Convention delle Imprese in corso di svolgimento a Chieti Scalo, nel polo fieristico dell’ex Foro boario, dal titolo “Impresa è Sviluppo: l’Abruzzo nell’Italia del futuro”, organizzata da Confindustria Abruzzo.

Castiglione ha preso parte alla prima tavola rotonda dedicata a “Un patto per l’Abruzzo: la centralità dell’impresa del lavoro”.

“Confindustria- ha esordito Castiglione – dice che la politica rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma sa che non è così sa bene, invece, che l’attuale classe dirigente abruzzese sta cercando il cambio di passo. Il vero problema è che la nostra regione è uscita troppo presto dall’Obiettivo 1 è ciò ha comportato che non avesse più i finanziamenti della Comunità Europea. Questo ha prodotto come conseguenza il localismo, il campanile. Ne è scaturita una divisione con la ricerca del politico che potesse tutelare il pezzettino di territorio”.

“Una frammentazione controproducente – ha concluso Castiglione – Perciò, ora noi stiamo facendo delle riforme che possono anche risultare impopolari, ma sono necessarie. E poi devo dire che alcune associazioni di categoria, invece di pensare al commerciale o all’artigiano, hanno fatto troppo spesso gli interessi di se stesse come se fossero dei partiti e non delle associazioni”.