L’AQUILA – Al porto di Genova si parla anche aquilano attraverso il lavoro di carpentieri sub e altre professionalità in una mega opera che porrà il capoluogo ligure a livelli internazionali. L’operazione ha consentito di trasformare un bacino per la riparazione di barche ordinarie in uno destinato a imbarcazioni di lusso come gli yacht del presidente russo Vladimir Putin o del celebre regista Steven Spielberg.
È tutto pronto per l’inaugurazione della nuova struttura per il bacino di carenaggio coperto di 102 metri costruita per Il Cantiere Amico & Co. dalla ditta Mancini Costruzioni dell’imprenditore Massimo Mancini, aquilano di nascita che ha vissuto molto tempo a Roma, attualmente coinvolto nella ricostruzione post-sisma del 6 aprile 2009 e con impegno nello sport come vice presidente dell’Aquila Calcio.
L’impianto consentirà di effettuare lavori su imbarcazioni fino a 100 metri di lunghezza per la riparazione dei mega yacht di proprietà degli uomini più potenti del mondo che amano navigare nel Mare Mediterraneo.
L’inaugurazione è prevista per dopodomani, venerdì 14 novembre, presso il cantiere Amico & Co. Di Genova, dalle ore 17.30.
“Si tratta di un lavoro molto complesso – spiega Mancini ad AbruzzoWeb – Tutta la costruzione è stata tirata su in acqua e la bontà delle soluzioni di progetto e della perfetta esecuzione si verificano solo alla fine, quando si svuotano i 25 mila metri cubi d’acqua e il bacino tiene alle fortissime spinte verso l’alto di questo enorme vascone. Chiunque abbia giocato con la palla in acqua può comprendere in piccolo quali forze intervengono”.
“I nostri carpentieri sub – aggiunge – hanno legato ferri ed eseguito il getto a dieci metri di profondità nel mare di un porto come quello di Genova in condizioni di visibilità pari a zero. Il risultato della loro bravura si è potuto apprezzare solo quando è stato svuotato. Posso dire con orgoglio che è venuto fuori un ‘faccia vista’ ai livelli dei migliori mai visti fuori terra”.
D’altra parte, tiene a precisare Mancini, “a Genova siamo molto considerati per le opere marittime. Abbiamo già eseguito opere molto importanti, come i moli per l’ormeggio delle grandi navi passeggeri e da crociera, opere davvero molto, molto complesse, perché i fondali cambiano man mano che ti allontani dalla terra ferma per lunghezze che superano almeno i 300 metri”.
A pesare, secondo Mancini, sulla scelta della sua azienda, “la riconosciuta competenza che possediamo anche in questo settore così specialistico. Ci era stato chiesto di eseguire un progetto che non ci convinceva – svela – per cui abbiamo proposto un nostro progetto e il committente ha deciso di puntare sul nostro e non abbiamo sbagliato, il risultato è strepitoso e al di sopra delle aspettative di tutti”.
“Abbiamo costruito dentro il mare a ridosso della darsena (la parte più interna di un porto, ndr), è tolto una lingua di acqua alta 10 metri e larga 2 mila utilizzabile per le opere di cantieristica navale più avanzate in Europa, anche grazie a subacquei bravissimi ed espertissimi che eseguono opere nei fondali così come i carpentieri operano sul terreno”, le parole di Luca Alfieri, ingegnere, direttore dei lavori della ditta Mancini.
Circa 4 mila i metri cubi di cemento utilizzati soltanto per la “platea”. Il tutto è stato chiuso con il “tappo”, la barca porta. Con tali lavori, il bacino ha preso la forma di una “u”.
“Lo yacht che ha bisogno di manutenzioni o riparazioni attracca nel bacino e viene ormeggiato normalmente. Il bacino viene chiuso con quella che si chiama, appunto, barca porta. Poi si procede con l’aspirazione l’acqua con pompe che svuotano 25 mila metri cubi in 8 ore”.
Una volta conclusi i lavori, “il bacino viene di nuovo riempito d’acqua per permettergli di galleggiare e ripartire”, spiega infine l’ingegnere Alfieri, che sottolinea come, grazie a questa operazione, si è passati da un bacino di carenaggio di basso profilo a un bacino per per imbarcazioni di lusso.



