AVEZZANO – Probabile caso di malasanità ad Avezzano dietro la morte di Giorgio Odorisio, il 50 enne impiegato all’ospedale di Pescina morto dopo un mese e mezzo da un incidente stradale in cui era stato coinvolto.
La Procura intanto ha emesso i primi provvedimenti, iscrivendo nel registro degli indagati il medico che si è occupato delle cure a Odorisio e sequestrando le cartelle cliniche.
L’uomo, lo scorso 27 settembre, era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale a Celano. Il 50 enne si trovava a bordo della sua Fiat Panda guidata da sua moglie Velia Musani, quando si è andato a scontrare con un Suv.
Odorisio era arrivato all’ospedale di Avezzano con undici costole, per cui aveva avuto una prognosi di 50 giorni. Una delle costole, secondo quanto emerso, avrebbe perforato il polmone sinistro causando la morte dopo 45 giorni dall’incidente.
La moglie di Odorisio, tramite il suo legale Giuseppina Panecaldo, ha dichiarato di “volere giustizia, perché mio marito è uscito vivo dall’incidente ma non dall’ospedale. Un medico che l’ha visitato ha cambiato parere tre volte: prima ha detto che non c’era bisogno di un’operazione, poi ha detto che serviva, infine ci ha ripensato”.
La signora Musani ha poi raccontato che solo dopo tre settimane i medici si sono accorti dell’emorragia in corso e che addirittura a una settimana dall’incidente i sanitari volevano dimettere entrambi.
“Il 25 ottobre gli infermieri hanno detto che andavano a fare una Tac urgente – ha proseguito la moglie di Odorisio – Il 26 è stato portato in sala operatoria. Non si è più ripreso, è morto in Rianimazione”.
L’inchiesta è coordinata dal pm Stefano Gallo, l’incarico è stato affidato ai periti Paolo Agnifili e Cristian D’Ovidio. Il perito della famiglia Odorisio è Mauro Arcangeli.






