L’AQUILA – Smantellata un’organizzazione tra la Marsica e il Marocco che si occupava di far entrare clandestinamente in Italia extracomunitari di origine marocchina con il miraggio di un lavoro.

Per i reati di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, truffa e falso ideologico sono scattate 32 misure cautelari emesse dal gip del tribunale dell’Aquila Romano Gargarella.

Delle 32 ordinanze, 26 sono state eseguite dai carabinieri (10 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) mentre altri sei arresti, tutti ai domiciliari, sono stati eseguiti dalla polizia, che ha raccolto documenti e testimonianze. 

Al momento, in quattro si trovano in Marocco (i “reclutatori”), mentre una persona, sempre di origini marocchine, è ricercata al di fuori dell’Italia.

Tutti i soggetti sono indagati nell’ambito di un “contesto associativo a livello transnazionale finalizzato a favorire l’ingresso irregolare sul territorio nazionale di un considerevole numero di cittadini extracomunitari di origine marocchina previo pagamento di somme previste da un vero e proprio tariffario”.

Coinvolti imprenditori agricoli della piana del Fucino, nell’Aquilano, e da cittadini di origine marocchina. Il “trucco” era questo: gli imprenditori coinvolti venivano pagati migliaia di euro (non meno di 7 mila a persona, somma considerevole per un cittadino marocchino) per avviare centinaia di pratiche al fine di far ottenere ai cittadini extracomunitari il visto di ingresso in Italia sulla base di un fittizio rapporto di lavoro come bracciabte agricolo nelle aziende “compiacenti” degli stessi imprenditori.

A “mediare” il tutto, i gestori, di cui due finiti tra gli arrestati, della società cooperativa Co.Magri, già finiti in un’altra inchiesta svolta dai militari di Avezzano e sottoposti a misura cautelare con la quale gli era stato imposto il “divieto temporaneo all’esercizio di impresa tramite la suddetta società, nonché allo svolgimento di uffici direttivi di persone giuridiche e imprese”.

Gli extracomunitari appartenenti al “gruppo criminale” avevano, invece, creato una fitta rete con collegamenti in Marocco, dove esistevano precisi riferimenti operativi utilizzati per i “contatti” dai connazionali desiderosi di espatriare, curando poi i rapporti con gli imprenditori marsicani al fine di ottenere tutta la documentazione per il visto e l’impiego stagionale nelle aziende agricole, per il quale venivano controllati gli arrivi sul territorio nazionale in relazione all consistenza dei “flussi” previsti dal ministero dell’Interno.

L’indagine nasce da una costola di un’altra operazione, legata al traffico di sostanze stupefacenti denominata “Casablanca” del gennaio 2011, e riprende un altro filone di inchiesta diretto dalla polizia di Avezzano, riguardante l’agenzia di intermediazione Co.Magri. Nel corso delle indagini è emersa un’associazione molto forte e radicata, divisa in due tronconi: uno sugli imprenditori agricoli marsicani che provvedevano a fornire documenti per false assunzioni, un altro su cittadini di origine marocchina che si occupavano dell’individuazione di persone attratte dal sogno di un lavoro.

Inizialmente, l’attività di polizia giudiziaria è stata diretta dall’allora pubblico ministero della procura della Repubblica presso il tribunale di Avezzano per poi confluire, tenuto conto dei reati ipotizzati, negli uffici di David Mancini, sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, che ha sottoscritto una corposa richiesta di misure cautelari di oltre 350 pagine.

Da sottolineare il fatto che solo per alcuni degli extracomunitari venivano in effetti curate le procedure necessarie all’ottenimento del visto.

Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, i cittadini marocchini, una volta in Italia, non riuscivano ad avere alcun contatto con gli intermediari e con i datori di lavori fittizi. Ecco dunque spiegato il motivo per cui i controlli sul territorio che hanno fatto partire le indagini hanno portato alla scoperta di tante persone che vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie, senza alcun supporto economico e motivazioni che giustificassero la loro presenza in Italia, nazione cui gli immigrati consideravano un miraggio lavorativo oppure, come emerso nel corso della conferenza stampa di questa mattina, come luogo di passaggio verso altre nazioni europee per migliorare le condizioni di vita, andando però a incrementare il già consistente numero di cittadini extracomunitari presenti sul territorio nazionale e a favorire il lavoro nero, senza contare i risvolti nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti e reati predatori.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Si tratta di 26 persone, di cui al momento solo di 21 è stata resa nota l’identità. In carcere sono finiti: Rachid Errahmany, falgname di 33 anni residente a Celano (L’Aquila); Boubker Errahmany, falegname di 28 anni residente a Celano; Said Oirad, bracciante agricolo di 50 anni residente ad Avezzano (L’Aquila); Mohamed Motahir, bracciante agricolo di 32 anni residente ad Avezzano; Bouzekri Aaris, bracciante agricolo di 45 anni residente a Celano; Abderrahman Aaris, bracciante agricolo di 37 anni residente a Trasacco (L’Aquila).

Tutti sono di origine marocchina. Questo l’elenco delle persone agli arresti domiciliari: Gianpiero Paris, 32 anni, imprenditore agricolo residente a Celano; Khalid Selloum, bracciante agricolo, 34 anni, residente ad Avezzano; Ossman Selloum, 32 anni, bracciante agricolo marocchino residente ad Avezzano; Fabio Sorgi, 55 anni, imprenditore agricolo di Avezzano. Giovanni Bianchi, 43 anni, imprenditore agricolo di Avezzano; Federico Barbarossa, 29 anni, imprenditore agricolo di Avezzano; Vincenzo Ciccarelli, 57 anni, imprenditore agricolo di Avezzano; Simone Ciccarelli, 28 anni, imprenditore agricolo di Celano; Massimo Ciccarelli, 31 anni, imprenditore agricolo di Celano; Domenico D’Apice, 68 anni, imprenditore agricolo di Celano; Catella D’Apice, nata 36 anni, imprenditrice agricola di Celano; Nicola D’Apice, 46 anni, imprenditore agricolo di Trasacco; Sonia Iacoboni, 34 anni, titolare agenzia Co.ma.gri. di Avezzano; Smail Kaddour, 34 anni, contitolare agenzia Co.Magri residente ad Avezzano.