L’AQUILA – È apparsa ieri sera, alle 19.40 circa, sui profili di molti utenti di Facebook, una foto provocatoria che ritrae uno striscione davanti al palazzo del Governo dell’Aquila, con la scritta “Berlusconi’$ Miracle”.
Appena pubblicata da A. C., la foto è cominciata a rimbalzare da un profilo a un altro, tanto che questa mattina a condividerla erano già più di 400 persone.
I commenti sotto l’immagine, non lasciano dubbi, la protesta è contro la mancata “ricostruzione veloce”, che non c’è stata, contro le foto del G8 che ritraevano Barack Obama con il premier davanti a quello che restava della prefettura aquilana e le promesse che, in quell’occasione e in molte altre, sono state fatte per ricostruire “L’Aquila dov’era e com’era”, promesse cadute nel vuoto come la speranza dei giovani aquilani di rivedere la loro bella città ricostruita o almeno un principio d’inizio dei lavori, un segno per guardare al futuro con maggiore fiducia.
P.L. commenta, “l’indignazione cammina cammina… a volte vola e sa dove posarsi”.
E in questo caso è vero perché la foto è stata pubblicata anche da Sandro Ruotolo, noto giornalista del panorama dell’informazione italiana, che ha scritto per Il Manifesto, lavorato per la Rai e adesso collabora con Michele Santoro, era con lui anche in Annozero, nel programma Servizio Pubblico, in onda su Sky.
Sul suo profilo, apostrofando la foto dice “mi sono venuti i brividi, siamo tutti aquilani”, e sotto ben 161 persone hanno commentato il post, e 232 hanno cliccato “mi piace”, dimostrando che quando le cose si mostrano come sono in realtà, l’opinione pubblica risponde e s’indigna.
È evidente che i giovani aquilani hanno la necessità di far sentire la loro, di protestare di fronte all’immobilità generale che sta ingessando la città dove sono nati e cresciuti e che, nei discorsi di molti cittadini, fa parlare dell’Aquila come della futura Pompei.
I social network in questo senso dimostrano di essere le nuove frontiere dell’informazione, informazione popolare, che viene dal basso, da chi le cose le vede e vive in prima persona.




