L’AQUILA – Dopo giorni di polemiche a Vasto sull’evento dell’estate, il Jova Beach Party, il villaggio che verrà allestito dallo staff del cantatutore Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti sulla spiaggia di Vasto, e dopo le proteste di ambientalisti ed associazioni che hanno definito pericoloso l’allestimento per i nidi del fratino, la Regione interviene per precisare che non è stato concesso nessun contributo per l’evento ma solo per la pulizia della spiaggia.
“La Regione Abruzzo – si legge in una nota -, fin dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal presidente Marco Marsilio, ha mostrato particolare sensibilità per creare le condizioni infrastrutturali per ospitare eventi capaci di favorire l’attrattività turistica sul territorio. Così è stato per il Giro d’Italia, per cui la Regione ha stanziato finanziamenti per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade interessate”.
“Così è stato per numerosi altri eventi: per tutti – viene aggiunto – l’amministrazione regionale ha contribuito a rendere possibili le manifestazioni mediante l’efficientamento dei siti destinati ad accogliere gli eventi. Si ritiene necessario precisare che, con lo stesso spirito e con il medesimo intendimento, si è inteso procedere con la deliberazione di giunta distinta al numero 345 in data 18 settembre 2019, finalizzata a consentire, come più volte richiesto dal Comune di Vasto, esclusivamente la pulizia e la bonifica del c.d. “Fosso Marino”, sito posto in prossimità dell’area individuata per ospitare lo spettacolo Jova beach party, con l’obiettivo di rendere accessibile in sicurezza un’area che sarà investita dalla presenza di decine di migliaia di persone, contribuendo a quota parte delle spese che l’amministrazione comunale si è impegnata a sostenere. Non sono previste spese per il finanziamento dello spettacolo, che rimane un’iniziativa privata”.
“L’intervento, peraltro, conserverà la sua efficacia anche successivamente e a prescindere dall’evento le cui dimensioni costituiscono solo la ragione dell’urgenza e della priorità con cui si è inteso provvedere”, conclude la nota.





