L’AQUILA – “Non bisogna guardare al passato senza nostalgia, un giornale vive soprattutto nel rapporto quotidiano con le persone e con le comunità abruzzesi sparse nel mondo”.
Questo ha innanzitutto ricordato il direttore de Il Centro Luca Telese, che ha inaugurato all’Aquila la prima tappa di un tour che attraverserà l’Abruzzo per festeggiare i 40 anni del quotidiano. Una partenza altamente simbolica dalla città Capitale italiana della Cultura 2026, capace di riunire sotto lo stesso tetto istituzioni, ricerca, imprenditoria, cultura, politica, professionisti, famiglie e lettori di ogni età.
Partner speciale dell’evento il gruppo farmaceutico Dompé.
Auditorium del Parco pieno, con un parterre di primo piano. Il direttore Telese e il caporedattore Domenico Ranieri hanno hanno spento simbolicamente le candeline dei 40 anni, aprendo così la serata: “Tanti auguri a ju Centro” ha detto Telese, utilizzando un’espressione tipicamente aquilana. Il comico abruzzese ’Nduccio e il maestro Enrico Melozzi sono gli ospiti della serata.
In prima fila sedevano il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il prefetto Vito Cusumano, il vicario del questore Stefano Mango, il comandante provinciale dei Carabinieri Salvatore Del Campo, il direttore editoriale Giovanni Scurti e il colonnello della Guardia di Finanza Pierfrancesco Oriolo. Presenti anche rappresentanti dell’Esercito.
Accanto a loro Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo, il direttore generale Luigi Di Giosaffatte e il presidente della sezione aquilana Ezio Rainaldi. Nell’altra ala della platea sedevano il senatore Guido Liris, il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, i consiglieri regionali Massimo Verrecchia, Carla Mannetti e Pierpaolo Pietrucci, la consigliera comunale Stefania Pezzopane e l’assessore comunale Ersilia Lancia.
In platea anche la sindaca di Sant’Eusanio Forconese Deborah Visconti, il segretario generale della Fp Cgil Luca Fusari, gli assessori comunali Francesco De Santis, Vito Colonna e Fabrizio Taranta, il vicesindaco Raffaele Daniele e i consiglieri comunali Stefano Albano, Luigi Faccia, Lorenzo Rotellini, Alessandro Tomassoni e Paolo Romano.
Presenti inoltre la garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Alessandra De Febis, il presidente dell’Ance L’Aquila Pierluigi Frezza, l’ex sindaco Massimo Cialente, Rinaldo Tordera, il presidente della Gran Sasso Acqua Ivo Pagliari, Roberta Gargano del Teatro Stabile d’Abruzzo, il presidente dell’Ordine degli avvocati Maurizio Capri insieme a Carlo Benedetti e numerosi medici dell’ospedale San Salvatore.
Seduti accanto a Telese anche il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi e la rettrice del Gran Sasso Science Institute Paola Inverardi. A completare una platea altamente rappresentativa della città e dell’intero Abruzzo c’erano cittadini, amici, familiari, lettori e i giornalisti del Centro.
Ad aprire la serata è stata la Corale 99, accolta da un lungo applauso. Subito dopo il responsabile della redazione aquilana del quotidiano, Stefano Dascoli, ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso quarant’anni di storia: non soltanto quella del giornale, ma anche quella del territorio.
Sul palco sono saliti il sindaco Pierluigi Biondi e, subito dopo, Luca Telese. Il direttore ha scelto di guardare al passato senza nostalgia, ricordando come un giornale viva soprattutto nel rapporto quotidiano con le persone e con le comunità abruzzesi sparse nel mondo. Da qui il richiamo all’emigrazione e al viaggio compiuto dal Centro nei luoghi della memoria, da Marcinelle ai tanti angoli del pianeta nei quali gli abruzzesi continuano a sentirsi legati alla propria terra.
Poco dopo è stato ’Nduccio a conquistare la platea, durante una conversazione con Domenico Ranieri.
“Io leggo il Centro da sempre. E sapete perché? Perché è un giornale scritto in dialetto”, ha esordito, scatenando una fragorosa risata. Dietro la battuta, tuttavia, c’era un messaggio preciso: “È un giornale che parla la lingua della gente”.
Il tono si è fatto più intenso quando il ricordo è andato al terremoto del 2009 e al lavoro compiuto dai cronisti nelle ore e nei mesi successivi alla tragedia, con una citazione particolare per Giustino Parisse e per le sue cronache da Onna.
Ad accompagnare i diversi momenti della serata sono stati Fabio Iuliano, con la voce e la chitarra, e Jen Forti, artista statunitense di Portland con radici italiane, ormai presenza familiare tra le strade e i locali dell’Aquila.
Da quel momento la festa si è trasformata in un viaggio attraverso i tanti volti della città. La ricerca e la conoscenza sono state raccontate da Paola Inverardi, Fabio Graziosi ed Ezio Previtali, direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, intervistati da Giustino Parisse.
Spazio poi alla musica, alle radici e alla creatività con Enrico Melozzi, che prima di sedersi sul palco è sceso tra il pubblico per abbracciare un’emozionatissima Stefania Pezzopane.
Il mondo dell’impresa è stato rappresentato da Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, intervistata da Monica Pelliccione. La cultura cittadina è stata invece al centro del confronto con Leonardo Bizzarri del Teatro Stabile d’Abruzzo, Cesare Di Martino dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e Rinaldo Tordera dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
Il programma è proseguito con la presentazione dell’ultimo libro di Monica Pelliccione, “Vi racconto L’Aquila”, insieme a Giustino Parisse. Infine, uno sguardo alla ricostruzione a diciassette anni dal sisma, con il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere, Raffaello Fico, in dialogo con Domenico Ranieri.
A chiudere il cerchio è stato ancora una volta ’Nduccio, tornato sul palco per regalare al pubblico un ultimo sorriso con la sua “Signorì”.





