L’AQUILA – “Il prestito dell’Ecce Homo, che si trova al Munda, al meeting di Comunione e Liberazione è un atto di massima arroganza o disattenzione nei confronti dell’Aquila, nel momento più importante dell’anno (la Perdonanza) e nell’anno più importante, quello della capitale della cultura. Sembra di essere una colonia più che un capoluogo di regione. Durante la Perdonanza, quando la nostra città accoglie migliaia di persone e si presenta al Paese, nell’anno della Capitale della Cultura, come riferimento nazionale, qualcuno ha deciso che la maggiore attrazione del MUNDA potessero essere messa da parte”. Lo dichiarano in una dura nota gli esponenti di Avs Pierluigi Iannarelli, Lorenzo Rotellini e Fabrizio Giustizieri.
” Il capolavoro di Antonello da Messina, l’Ecce Homo, non sarà visibile qui: verrà trasferito al Meeting di Comunione e Liberazione. La domanda è semplice: era davvero necessario farlo proprio in questi giorni? Il Meeting di CL è più importante della Perdonanza Celestiniana, patrimonio UNESCO e cuore identitario (la salvaguardia dell’identità vale a giorni alterni?) della nostra città? Questa scelta è uno schiaffo alla città, un atto, come abbiamo affermato, o di arroganza istituzionale o di massima disattenzione che conferma una verità che denunciamo da tempo: per il governo a trazione Fratelli d’Italia, L’Aquila è una colonia, non una comunità da rispettare”.
“Togliere un’opera di tale valore proprio nei giorni della Perdonanza significa indebolire l’offerta culturale aquilana, e la cosa è di un’evidenza lapalissiana. Non nasce da esigenze museali, né da ragioni scientifiche: nasce semmai, a nostro avviso, da una logica di potere, da un uso proprietario del patrimonio culturale, da una visione che considera le opere d’arte strumenti di propaganda o doni per mostrare vicinanza. Questa non è una scelta culturale. È una occupazione politica del patrimonio pubblico”.
“E un’altra domanda è inevitabile: il sindaco Biondi ha provato a opporsi? Ha difeso la città? Ha chiesto che l’opera restasse a L’Aquila durante la Perdonanza? Oppure ha semplicemente accettato, senza battere ciglio, una decisione che penalizza la comunità che dovrebbe rappresentare? La Perdonanza è patrimonio UNESCO: sottrarre un’opera di tale importanza proprio in questi giorni significa colpire deliberatamente la nostra offerta culturale e il nostro ruolo nazionale. Il messaggio è chiaro: chi governa oggi non riconosce L’Aquila come soggetto politico ma come periferia in cui scorrazzare”.




