Il modo di viaggiare e fare vacanza è radicalmente cambiato nel corso degli ultimi decenni e non serve certo uno studio di settore per accorgersene; basta guardare la televisione o i social per rendersi immediatamente conto che l’immaginario legato alle vacanze dagli anni Novanta ad oggi ha profondamente rinnovato la sua estetica e i desideri da esso veicolati.
Il ruolo della tecnologia
Le pubblicità degli operatori turistici sono ormai quasi del tutto scomparse, complice l’avvento e la rapida diffusione di Internet e Social. Il primo offre la possibilità di organizzare ogni minimo dettaglio di viaggio autonomamente, dagli spostamenti agli alloggi, passando per la prenotazione di locali, escursioni ed esperienze in generale; è possibile prenotare persino il posto auto, sia in città che in aeroporto: se si necessita di un parcheggio aeroporto di Bologna, ad esempio, utilizzando la piattaforma Parkos, sarà possibile prenotare un parcheggio per il periodo prescelto e pagarlo direttamente da app. Non solo, è possibile usufruire anche di servizi di parcheggio e riconsegna auto: anche in questo caso sarà sufficiente digitare “car valet aeroporto Bologna” o dell’aeroporto di partenza e selezionare le date di cui abbiamo bisogno.
Anche l’impatto dei social è sotto gli occhi di tutti: grazie al lavoro degli influencer e al loro ruolo di vetrina globale, i Social Network hanno spostato i gusti e i desideri di milioni di viaggiatori, agevolandoli a conoscere mete quasi sconosciute, molto spesso al di fuori dei circuiti mainstream.
La nascita di un’etica del viaggio
Potremmo inoltre chiederci se le nuove tecnologie abbiano costruito un nuovo immaginario o se, piuttosto, la nascita di una nuova sensibilità, specie nelle generazioni più giovani, abbia indirizzato lo sviluppo di nuovi strumenti e la creazione di determinati contenuti social. Difficile dare una risposta netta, più probabile che le due spinte evolutive abbiano convissuto nel tempo trovando reciprocamente una nell’altra le energie necessarie al loro rapido sviluppo.
Rispetto al passato, quello che colpisce di più è la nascita di una vera e propria etica del viaggiare, attenta alle dimensioni della sostenibilità e dell’autenticità, che si declina in nuove pratiche materiali, come lo Slow Tourism.
Slow Tourism
Si tratta di un modo di viaggiare lento, attraverso cui il viaggiatore, lontano da mete mainstream, riesce ad entrare in contatto con le realtà locali, scoprendo nuovi modi di vivere, mangiare e pensare. Di conseguenza i viaggi On the road e il cicloturismo sono le tipologie di viaggio che si prestano maggiormente ad incarnare e a mettere in pratica questa nuova filosofia, sia per la possibilità di creare itinerari personalizzati in grado di raggiungere destinazioni lontane dai grandi aeroporti internazionali e dalle grandi città, sia per il minor impatto ambientale che questi mezzi hanno rispetto all’avioturismo tradizionale.
Couchsurfing e turismo rurale
L’attenzione crescente rivolta ai problemi legati al turismo di massa, come l’overtourism e la gentrificazione, ha spinto i più giovani verso soluzioni alternative in grado di ridurre fortemente o addirittura annullare del tutto molte di queste problematiche.
Il Couchsurfing, ad esempio, (letteralmente “navigare sui divani”) è un modo per viaggiare con un impatto ambientale ridotto e un enorme risparmio anche dal punto di vista economico. Il funzionamento è tanto semplice quanto efficace: attraverso app specifiche è possibile mettersi in contatto con altri utenti in ogni parte del mondo per scambiarsi reciprocamente gli alloggi.
Specchio di desideri, sogni e problemi, il modo di viaggiare può dirci molto delle nuove generazioni, del loro modo di pensare e leggere il mondo, facendoci scorgere nuove possibilità che non si limitano a questa sfera, ma si aprono sulla realtà che ci circonda.




