L’AQUILA – I dottori commercialisti, i ragionieri commercialisti, i ragionieri del lavoro e tributaristi lanciano un grido d’allarme sulle tante difficoltà che ogni giorno incontrano, complice una normativa lacunosa e lungaggini burocratiche che rallentano i processi di ripresa.

Se dalle istituzioni non arriveranno risposte, si dicono pronti a manifestare sotto il palazzo della Regione e, se anche questo non dovesse bastare, a indire lo sciopero fiscale.

Tanti i problemi elencati oggi in conferenza stampa dai rappresentanti degli ordini Antonello Di Meo, presidente dell’Unione dei commercialisti esperi contabili dell’Aquila e Sulmona, Marcello De Carolis, del consiglio nazionale Ordine dei consulenti del lavoro, Salvatore Del Cimmuto dell’Ordine dei consulenti del lavoro della Provincia dell’Aquila e Luigi Fabiani, perito tributarista del Lapet.

“Il problema più imminente è quello relativo alla scadenza del modello unico del 2010 – ha spiegato Ettore Perrotti, presidente dell’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili dell’Aquila e Sulmona – A oggi con il ‘milleproroghe’ è stato posticipato il 2008-2009, mentre paradossalmente il 2010 scade adesso, a giugno”.

A gennaio era stato firmato un protocollo d’intesa con il presidente della Regione, Gianni Chiodi e l’Agenzia delle Entrate in cui venivano calendarizzate le scadenze.  “L’emendamento è stato presentato in Senato -ha sottolineato Perrotti – ma quando è stato convertito in legge è stata cassata l’annualità del 2010”.

Allo stato attuale, dunque, i commercialisti si trovano di fronte a un paradosso: c’è la proroga al mese di 2011 per gli adempimenti riferiti ai redditi delle annualità 2008 e 2009, mentre è rimasta invariata la scadenza a giugno 2011 per gli acconti e a settembre 2011 per gli invii dell’anno passato.

Un paradosso che crea un grave problema: “se non abbiamo il 2008 e 2009 non possiamo chiudere il 2010!”, ha tuonato Perrotti.

I tempi stringono, giugno è vicino, ma dalle istituzioni non è arrivato nessun segnale. “Abbiamo già contattato Chiodi, ma né lui né Antonio Morgante (responsabile della segreteria del commissario delegato per la ricostruzione, ndr) ci hanno dato risposte”, ha aggiunto il presidente Perrotti.

La risoluzione urgente che chiedono i commercialisti è il differimento della scadenza degli adempimenti riferiti all’anno 2010 alla data del 31 marzo 2012, effettuando i relativi versamenti entro il 16 dicembre 2011.

Solo così, dicono, si potrà ricostruire una normale e regolare tempistica negli adempimenti tributari, così come concordato nel protocollo d’intesa di gennaio.

Sempre nel documento siglato a gennaio, i commercialisti hanno proposto la predisposizione di un modello comunicazione che preveda l’indicazione cumulativa dei tributi sospesi per codice e per anno relativamente alla rateizzazione della restituzione delle imposte sospese, che inizierà a novembre.

“Tra l’altro – ha aggiunto il presidente dell’Unione giovani commercialisti – sarà necessaria sicuramente un’ulteriore proroga della scadenza perché se il 2008 e 2009 scadono a dicembre, a novembre non sarà possibile quantizzare ancora il monte imposte sospese”.

Due gli appelli rivolti dai commercialisti: il primo, al neo presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Santilli, al quale hanno chiesto di rinforzare l’organico per far fronte alle numerosissime pratiche che vengono evase in tempi troppo lunghi.

Al sindaco, Massimo Cialente, invece, hanno chiesto di accelerare i tempi per le pratiche di richiesta degli indennizzi Suap (Sportello unico per le attività produttive) da parte delle aziende.

Infine, i commercialisti hanno sollevato il tema della zona franca urbana. “I nostri clienti – ha concluso Perrotti – continuano a chiederci spiegazioni. Vorremmo anche noi capire cosa è, a chi si applica e per quali imposte”.