LANCIANO – Ha scelto, con la sua fidanzata, di non restare, di lasciare l’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), il giorno prima del disastro di neve e terremoto che lo ha spazzato via causando per ora diversi morti e una maledetta corsa contro il tempo e il meteo avverso per recuperare chi, si spera, sia stato capace e fortunato di resistere sotto una valanga spaventosa.

La storia di Luca Marzucca, giovane di Lanciano (Chieti) dove gestisce un agriturismo, e della sua fidanzata, fa venire i brividi e certifica, anche se non ce ne sarebbe bisogno, di quanto il destino abbia i suoi metodi d’azione.

“Sono arrivato in hotel domenica sera – racconta Marzucca ad AbruzzoWeb – per un soggiorno fino a martedì pomeriggio. Viste le cattive condizioni meteo, ci è stato proposto di aspettare fino a ieri, cioè fino a mercoledì. Invece, io e altre circa quindici persone, in tutto credo sei o sette auto, abbiamo scelto di approfittare dell’ottimo lavoro fatto da due mezzi spazzaneve che hanno aperto, seppur con molta difficoltà, un varco adatto a far sfilare le auto”.

“Quando siamo partiti – prosegue nel racconto il giovane lancianese – non nevicava più, ma ai bordi della strada c’erano due metri di neve. La situazione era ancora tranquilla, martedì sarebbe finito il soggiorno ed era prevista neve per mercoledì. Anche all’hotel la situazione era pure lì tranquilla, a parte l’assenza quasi totale di segnale di telefonia mobile”.

“Il proprietario della struttura aveva deciso comunque di chiuderla – fa notare Marzucca –. Lo spazzaneve era previsto martedì per le 12, ma c’era stato un ritardo perché avevano scelto di pulire prima le strade dei centri abitati limitrofi. Non potevamo immaginare il disastro che sarebbe accaduto ieri. Qualcosa di spaventoso, considerato che in condizioni più o meno accettabili per arrivare a Farindola abbiamo impiegato un’ora e mezza, una ventina di chilometri dietro allo spazzaneve che spesso si fermava, con le auto che invece salivano verso l’hotel di Rigopiano. Alla reception, ricordo che l’addetto che rispondeva al telefono diceva che non ci sarebbero stati problemi per le auto con gomme termiche o catene. Poi, la situazione è degenerata”.

“In hotel ho incontrato due ragazzi di Paglieta – prosegue – ripartiti lunedì mattina. Ma Luciano e Silvana, di Castelfrentano, sono rimasti lì…”.

La fidanzata di Marzucca, intanto, è ancora sotto shock, “credo sia normale, io non riesco neanche a dormire. Sono esperienze che ti fanno riflettere. Se avessimo scelto di restare un giorno in più, probabilmente saremmo morti sotto la valanga”.