ROMA – Guerra Ucraina-Russia, è stata rinviata l’evacuazione dei civili da Mariupol, nel sud dell’Ucraina. Lo hanno riferito le autorità locali, spiegando che il rinvio è dovuto “al fatto che la parte russa non aderisce al regime di cessate il fuoco e continua a bombardare” sia la stessa Mariupol che l’area circostante.

Il Consiglio comunale della città, riferisce Sky News, ha chiesto alla popolazione di disperdersi e trovare luoghi per ripararsi, aggiungendo che sono in corso negoziati per stabilire un nuovo orario per l’evacuazione.

L’esercito russo avanza verso un’altra centrale ucraina, la seconda più grande del Paese. Si tratta dell’impianto di Yuzhnoukrainsk, nella regione di Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale, un impianto composto da 4 reattori, dal quale ormai le truppe di Mosca si trovano a una trentina di chilometri.

E’ “il regime ucraino” che sta impedendo l’evacuazione dei civili da Mariupol, nel sud del Paese, ha replicato alle accuse il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. In un punto stampa a Mosca, Lavrov ha detto che “ci sono notizie secondo cui le autorità ucraine a Mariupol non permettono l’evacuazione dei civili” attraverso i corridoi umanitari.

“Non è ancora stata fissata una nuova data per il terzo round dei negoziati tra Russia e Ucraina ha affermato Lavrov.

“La nostra delegazione aspetta una qualche informazione da parte ucraina. La situazione è un po’ strana: tutti vogliono arrivare a un’intesa eppure sembra che gli ucraini inventino sempre dei motivi per tirare per le lunghe i termini dell’incontro che sono già stati concordati”, ha dichiarato.

“Non abbiamo ancora ricevuto nessuna notizia su una nuova data – ha aggiunto – noi già dalla sera di ieri eravamo pronti per questa nuova tornata di colloqui”.

È polemica intanto sulla decisione della Nato di non adottare la No Fly Zone sui cieli ucraini. “Abbiamo la responsabilità, come alleati della Nato, di prevenire che questa guerra si estenda oltre l’Ucraina. Perché sarebbe ancora più pericoloso, più devastante e costerebbe ancora più sofferenza umana”, ha spiegato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della riunione straordinaria con i ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica.

“Quindi non interveniamo in Ucraina né sul terreno né nello spazio aereo. Ovviamente l’unico modo per attuare una no fly zone è inviare aerei Nato e abbattere gli aerei russi. La nostra valutazione è che comprendiamo la disperazione ma crediamo che se lo facessimo finiremmo in qualcosa che potrebbe portare a un conflitto europeo che coinvolge molti più Stati e causerebbe molto più sofferenza”, ha aggiunto Stoltenberg.

Ieri le sirene sono risuonate vicino a Kiev con un bilancio di 5 morti di cui 3 bambini e intorno al porto strategico di Mariupol, assediato, il sindaco denuncia attacchi “spietati”. Ma a preoccupare in queste ore è soprattutto l’avanzare verso una seconda centrale nucleare dopo quella di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, dove gli addetti lavorano da ieri sotto la minaccia delle armi. Fortunatamente nessun reattore è stato colpito.

A tarda ora è l’ambasciatrice americana all’Onu Linda Thomas-Greenfield a far intendere che nel mirino dei russi ci sarebbe un’altra centrale nucleare. E nella notte in cui si temeva la presa di Odessa, i russi hanno stretto la morsa intorno a Mariupol. Le forze russe sono a 32 chilometri dalla seconda maggiore centrale nucleare dell’Ucraina.

Kiev afferma di avere distrutto almeno 39 aerei e 40 elicotteri russi dall’inizio dell’invasione; il Pentagono fa sapere che Mosca ha già dispiegato in Ucraina il 92% delle forze ma anche che Kiev è in grado di resistere.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky insiste affinchè la Nato crei una no-fly zone accusando l’Occidente che vi si oppone di essere responsabile delle morti, tra cui si contano ormai anche molti bambini. E smentisce una sua fuga in Polonia, come insinuato da Mosca, facendosi riprendere nei suoi uffici di Kiev.

Per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, la decisione della Nato equivale all’aver dato “luce verde all’ulteriore bombardamento di città e villaggi ucraini, rifiutandosi di stabilire una no-fly zone”.

“Abbiamo la responsabilità, come alleati della Nato, di prevenire che questa guerra si estenda oltre l’Ucraina. Perché sarebbe ancora più pericoloso, più devastante e costerebbe ancora più sofferenza umana”, ha però spiegato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della riunione straordinaria con i ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica.

“Quindi non interveniamo in Ucraina né sul terreno né nello spazio aereo. Ovviamente l’unico modo per attuare una no fly zone è inviare aerei Nato e abbattere gli aerei russi. La nostra valutazione è che comprendiamo la disperazione ma crediamo che se lo facessimo finiremmo in qualcosa che potrebbe portare a un conflitto europeo che coinvolge molti più Stati e causerebbe molto più sofferenza”, ha aggiunto Stoltenberg.

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha invece difeso l’esclusione di una No fly zone “perché questo coinvolgerebbe direttamente la Nato nel conflitto, e scatenerebbe un conflitto almeno a livello continentale che avrebbe degli effetti devastanti su tutta l’Europa e questo non lo vogliamo”.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, dice a Sky News Arabia che “l’operazione” come Mosca definisce l’invasione, non punta a dividere l’Ucraina ma a trasformarla in un’area “smilitarizzata e libera dall’ideologia neonazista”. Fiumi di profughi si dirigono verso le frontiere e una nuova riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu convocato per lunedì dovrà decidere come garantire i corridoi umanitari.

A Mosca, intanto, Vladimir Putin oscura social e media e molti di questi lasciano la Russia. Diverse Federazioni sportive mettono al bando gli atleti russi e bielorussi, tra queste la Ginnastica e la Boxe che la crisi si allarghi a Georgia, Moldavia e perfino alla Bosnia. L’Occidente applica le sanzioni sui beni degli oligarchi.

Al quartier generale Nato di Bruxelles i ministri degli Esteri dell’Alleanza restano fermi sulla decisione di non entrare nel conflitto ma evocano pericoli anche per Bosnia, Moldavia e Georgia. Nuove armi arrivano in Ucraina dagli Stati Uniti e i B52 americani volano al confine orientale della Nato, in un’esercitazione con le aeronautiche tedesche e della Romania. I bombardieri americani, partiti dal Regno Unito, hanno volato nello spazio aereo della Romania, non lontano dall’Ucraina.

La Cnn ha mostrato un video in cui si sente il grido d’allarme che si è diffuso dal sistema di allerta pubblico vicino alle centrale nucleare di Zaporizhzhia quando è stata attaccata nella notte tra giovedì e venerdì: “Smettete di sparare. State mettendo a rischio la sicurezza del mondo”.