L’AQUILA – Alla faccia della scaramanzia, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, il prossimo 17 novembre, un venerdì, verrà nominato il commissario del Partito democratico in provincia dell’Aquila. Sarà quello l’ultimo passaggio prima dell’apertura di una fase congressuale rinviata prima a causa del terremoto e poi della guerra a suon di carte bollate scoppiata tra i due candidati alla segreteria, l’uscente Michele Fina e la sfidante Ilaria Cacciarelli, entrambi originari della marsica.

Una sfida iniziata a suon di ricorsi sulle modalità di tesseramento e di partecipazione al congresso: la Commissione di garanzia regionale deliberò l’estromissione dalle modalità di voto  per il rinnovo del Congresso provinciale tutti i nuovi iscritti a partire dal 21 luglio 2009, perché non autorizzati dalla direzione del Partito.

L’organo di garanzia nazionale ha sospeso i provvedimenti adottati nel giugno scorso dalla Direzione provinciale dell’Aquila, ovvero la riapertura dei  termini del tesseramento e della registrazione all’anagrafe degli iscritti,  e dalla Commissione congressuale regionale, che si è espressa sulle norme attuative per l’elezione del segretario provinciale e dei coordinatori di circolo.

La commissione nazionale presieduta da Luigi Berlinguer, infatti, ha rilevato “rilevando le ‘violazioni statutarie e regolamentari da parte di diversi organismi, con decisioni talora in contrasto tra loro, non sanabili a posteriori e che hanno creato grave disorientamento tra gli iscritti’  ha annullato ‘tutte le procedure poste in atto per lo svolgimento’ del congresso provinciale dell’Aquila e ha invitato la struttura regionale ‘ad assumere, in accordo con l’organizzazione nazionale tutte le iniziative necessarie per la corretta riconvocazione del congresso”. La direzione regionale, adesso, dovrà mettersi al lavoro per formulare un nuovo regolamento per il nuovo congresso.

Cacciarelli, qualche giorno fa, non aveva nascosto la soddisfazione per la decisione del nazionale e, intervistata da Abruzzoweb, ha voluto aggiungere:

“Il ricorso che ho fatto io con altri esponenti non riguarda solamente questioni di tesseramento. Qualcuno sui media ha detto ‘adesso ci diano le regole’; le regole, sia ben chiaro, c’erano ed erano valide per tutta l’Italia. Io ho sempre voluto votare, avevo addirittura chiesto che si facessero le primarie a dicembre. Fosse dipeso da me avrei votato a giugno con le regole che aveva dato il nazionale, mi è stato chiesto di fare un passo indietro e  l’ho fatto per chiudere le polemiche ed aprire il confronto. Invece poi siamo costretti a fare i conti con rinvii legati a vizi e formali”.

L’aspirante segretario ha fatto una breve analisi del pastrocchio che ha portato al rinvio del congresso:

“Ci sono stati errori umani, che hanno creato questo pasticcio ma che esulano dal Pd. Il partito è ancora più forte. Già la mia candidatura, che qualcuno  ha voluto spacciare come una candidatura di parte, in realtà rivela nuovi percorsi, voglia di rinnovamento. Fa male vedere che il partito come il nostro sembri scontrarsi su questioni di forma”.

C’è tempo anche per una stoccata ai vertici attuali del Pd:

“Quando c’è l’incoscienza da parte dell’attuale dirigenza provinciale di mandare una mole gigantesca di sms, 12mila, per dire che c’era stata l’esclusione dalla fase congressuale si fa solamente un danno al partito”.

Sul futuro congresso la Cacciarelli ha un solo auspicio, che venga convocato il prima possibile

“Il mio auspicio è fare il congresso il prima possibile. Nel frattempo si apre fase commissariale per gestire nuova fase congressuale. Per ritrovare serenità, confrontarci sul territorio con iniziative che abbiamo già svolto.  Il commissario sarà nominato il 17 dicembre. Per farci svolgere congresso presto e bene. Nel frattempo non blocchiamo le attività, ci sono le amministrative a primavera e tante altre questioni su cui confrontarci”.

Il segretario uscente Michele Fina da tempo ha adottato un atteggiamento “di basso profilo”, evitando discussioni e dichiarazioni che avrebbero rischiato di gettare ancora più benzina sul fuoco delle polemiche; seraficamente ha voluto dichiarare, dopo la decisione della commissione nazionale, “Sono soddisfatto che tutti siano soddisfatti. Adesso si proceda con il nuovo congresso”.

In realtà di motivi per tentare di ritrovare l’unità perduta nel Pd provinciale ce ne sono parecchi: le elezioni amministrative sono già state fissate nel 2011 si andrà al voto in trentadue comuni della provincia dell’Aquila, le elezioni politiche sono ad un passo e l’11 dicembre ci sarà la manifestazione nazionale e il partito democratico sta organizzando la mobilitazione anche da tutta la provincia.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è parecchia.

Già da gennaio però, bisognerà vedere quale dei due blocchi che sostengono i candidati avrà la meglio: entrambi possono contare su esponenti locali e nazionali di spicco del Pd. L’uscente Fina, oltre al triumvirato (“trimurti” li chiamano i malevoli, ndr) formato dal parlamentare Giovanni Lolli, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’ex presidente della Provincia dell’Aquila e membro dell’assemblea nazionale, Stefania Pezzopane, ha da dalla sua una schiera che abbraccia anche ex popolari e socialisti, come Nicola Pisegna, Amerigo Di Benedetto, Carlo Finarelli, e poi ancora Antonio Carrara, il consigliere regionale Giovanni D’Amico, l’ex sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio, ed il coordinatore comunale dell’Aquila Francesco Iritale.

Sul versante Cacciarelli,invece, sono scesi in campo apertamente il senatore Luigi Lusi, il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio e numerosi esponenti del territorio marsicano del Pd, come il segretario di Capistrello Alfio Di Battista, o quello di Tagliacozzo Roberto Giovagnorio.

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