L’AQUILA – Le rimostranze del presidente dell’Aquila Calcio 1927 Elio Gizzi verso l’Ance, che ha intenzione di ‘adottare’ L’Aquila Rugby 1936, non sono passate inosservate dalle parti del club neroverde.

Nei giorni scorsi Gizzi aveva chiesto all’Ance di “adottare tutto lo sport cittadino e non solo il rugby”, attirandosi la replica piccata del presidente dell’associazione costruttori, Gianni Frattale.

Oggi il presidente della pallaovale Romano Marinelli ha inviato una lettera aperta al presidente rossoblù Elio Gizzi.

Nella missiva Romanelli avvisa Gizzi che “saremmo grati se fosse equo nelle sue considerazioni non dimenticando i grandi vantaggi economici di cui la sua società ha beneficiato grazie ad un progetto di cui L’Aquila Rugby, è stata animatrice, capofila e traino”.

Sull’ipotesi di Gizzi all’Ance di “adottare un momumento piuttosto che una società di capitali”, Marinelli prosegue affermando che “l’Ance, di cui lei a oggi è membro, si occuperà anche del rifacimento delle nicchie della scalinata di San Bernardino”.

Una lettera dai toni molto duri, tanto che Romanelli non risparmia alcune frecciate, tipo quella “non ci piace entrare in campo con i caschetti”, rievocando la prima giornata del campionato scorso di serie D quando i calciatori rossoblù scesero in campo con i caschi come simbolo di omaggio alla popolazione aquilata colpita dal sisma.

Gizzi, intervistato in serata, non ha aggiunto benzina sul fuoco limitandosi a dire di voler difendere tutte le società piuttosto che attaccare L’Aquila Rugby.

LA LETTERA DI MARINELLI

Caro Presidente, ho atteso qualche giorno prima di inviarLe questa missiva perché in cuor mio speravo che quanto da Lei dichiarato fosse solo stato male interpretato.

Vista la Sua perseveranza vengo tuttavia a esporLe quanto ritengo doveroso dirLe.

La società che mi onoro di rappresentare è, per quello che ha fatto a livello sociale negli anni, un simbolo di questa città al pari dei tanti monumenti che Lei propone di adottare.

Non a caso la squadra indossa con onore e con orgoglio i colori della Città perché si sente parte integrante della stessa nella consapevolezza di esserne considerata all’esterno uno dei simboli principali.

Per un’informazione più completa Le faccio comunque presente che l’Ance, di cui Lei ad oggi è membro, si occuperà anche del rifacimento delle nicchie della scalinata di San Bernardino.

Non abbiamo bisogno di propagandare quello che facciamo perché i fatti parlano per noi e perché non siamo abituati a dire ma solo a fare, soprattutto quando ce n’è bisogno. Non ci piace entrare in campo con i caschetti; i nostri ragazzi, come tanti altri Aquilani, hanno messo la testa, senza alcuna protezione, dove ce n’era bisogno in quella tragica notte in cui tutto è cambiato ma da cui, viste le Sue polemiche, forse non siamo stati in grado di comprendere cosa significhi restare uniti.

Da uomo di sport ritengo che le Sue affermazioni siano fuori luogo perché non fanno sicuramente del bene a una città già ferita che dovrebbe trovare aggregazione anche attraverso tutte le realtà sportive cittadine. Lo sport dovrebbe essere messaggero di valori che in qualche modo diano delle prospettive migliori a tutti.

Abbiamo sempre gioito dei successi de L’Aquila Calcio così come delle altre realtà sportive, e non ci siamo mai permessi di gettare dubbi ed ombre sul Suo operato, contrariamente a quanto Lei sta facendo in modo spregiudicato nei nostri confronti, né di interferire con le trattative condotte dalla Sua società per ricevere gli aiuti economici necessari a conseguire gli obiettivi prefissati.

Le saremmo grati se fosse equo nelle Sue considerazioni non dimenticando i grandi vantaggi economici di cui la Sua società ha beneficiato grazie ad un progetto di cui L’Aquila Rugby, come Lei ben sa, è stata animatrice, capofila e traino.

La ringrazio vivamente per averci ceduto il campo di Piazza d’Armi, ma Le ricordo che non ne abbiamo affatto bisogno visto che ci troviamo benissimo presso lo stadio dell’Acquasanta, costruito appositamente per il rugby, con il contributo della Federazione Italiana Rugby, ottenuto anche grazie agli Scudetti che i giocatori Aquilani della nostra società hanno valorosamente conquistato sul campo.

La invito a portare la coccarda del Fair play, oltre che sulla maglia, anche nel cuore e mi auguro di averLa nostro ospite, unitamente alla squadra, ad una nostra partita perché per noi L’Aquila Calcio non è un avversario, ma una realtà cittadina che stimiamo e rispettiamo.

Ringrazio l’Ance per la proposta fatta ai propri associati ed esprimo il mio rammarico per la spiacevole situazione in cui è stata messa.

Rientro negli spogliatoi con la consapevolezza che dallo scontro che Lei ha provocato non verranno fuori né vincitori né vinti, ma solo fango sulla maglia già logora della nostra Città.

Con rispetto.

LA REPLICA DI GIZZI: ”NON CE L’HO CON I NEROVERDI, DIFENDO TUTTE LE SOCIETA”’

L’AQUILA – ”Nessun attacco all’Aquila Rugby 1936. La mia intenzione è solo quella di difendere tutte le società aquilane: l’Ance potrebbe creare un fondo ad hoc per l’impiantistica sportiva aquilana. Il problema delle strutture già c’era prima del terremoto ed è diventato ancora più grave dopo il sisma”.

Così il presidente dell’Aquila Calcio, Elio Gizzi, risponde alla lettera aperta del presidente dell’Aquila Rugby, Romano Marinelli, piena di frecciate velenose rivolte al club rossoblù.

”La mia dichiarazione di concedere il campo di piazza d’Armi – prosegue Gizzi rievocando il suo ultimo intervento su AbruzzoWeb – era solo un esempio. Era un modo di dire che tutte le società potrebbero attingere dall’eventuale fondo dell’Ance per la ristrutturazione o la costruzione di un campo”.

Poi Gizzi ricorda che ”i lavori dello stadio di Acquasanta hanno preso il via nel 1990, con le somme provenienti dall’’Italia 90’, quindi soldi del calcio. All’epoca era assessore comunale Giampaolo Arduini attuale vice sindaco. Successivamente la Federugby è intervenuta con un contributo che è stato meno rilevante di quello dato dal calcio”.

Gizzi afferma anche che ”L’Aquila Calcio non è andata elemosinando per l’Italia nella ricerca di contributi per portare avanti l’attività, ma abbiamo cercato di lavorare con le nostre forze. Gli unici sostegni che abbiamo ricevuto sono i due pullmini donati dalla Juventus e le 60 mila euro dall’incasso dell’amichevole L’Aquila-Roma, organizzata proprio da noi. Tra l’altro quella somma non è stata adoperata per versare gli emolumenti ai giocatori: è ancora nelle nostre casse e sarà utilizzata solo per costruire un nostro impianto”.

All’Aquila Calcio 1927 si rimprovera di poter ricevere dei fondi grazie a un progetto che vede capofila L’Aquila Rugby. ”Quel progetto – spiega Gizzi – non è dell’Aquila Rugby, ma è stato organizzato e preparato dal ministero della Gioventù. Forse qualcuno voleva prendersi tutta la somma destinata al progetto”.

L’Ance, però, non pensa solo alla società neroverde, ma anche alla ristrutturazione delle nicchie della scalinata di San Bernadino.

”Sono contento – risponde Gizzi – ma come l’Ance ha inviato un’e-mail a tutti gli associati per chiedere un contributo per L’Aquila Rugby, poteva fare altrettanto per avere dei contributi sulla ristrutturazione di quel monumento. Il sottoscritto avrebbe partecipato direttamente con la sua impresa alla ristrutturazione delle nicchie e della scalinata di San Bernardino”. (s.cas.)

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