CHIETI – Continua la “guerra dei taxi” all’aeroporto d’Abruzzo tra Chieti e Pescara. I tassisti pescaresi pretendono di avere l’esclusiva del servizio all’interno dell’aeroporto, nonostante gli stalli di sosta siano assegnati anche ai tassisti teatini.

I tassisti teatini si sono visti anche fisicamente sbarrare il passo dai colleghi pescaresi, cosicché possono accedere all’interno dell’area aeroportuale solo su chiamata e non sostare, come è loro diritto, all’interno dell’area.

Nonostante siano passati sei mesi dalla riunione della commissione regionale voluta per risolvere il problema, la Regione non riesce ancora a prendere una decisione.

E’ per questo motivo che il sindaco Umberto Di Primio ha scritto oggi una lettera al presidente della Regione Gianni Chiodi, criticando senza mezzi termini il ritardo della Regione e chiedendo atti immediati.

“Con vero rammarico – scrive Di Primio – mi vedo costretto, per l’ennesima volta, preso in giro dall’Amministrazione regionale, ad inviarvi questa mia per denunciare il gravissimo ritardo e la condotta omissiva della Regione, rispetto alla necessaria regolamentazione del “servizio taxi” all’interno dell’aeroporto d’Abruzzo”.

Il sindaco minaccia anche il ricorso alla magistratura: “I soprusi cui sono soggetti quotidianamente i tassisti di Chieti il disservizio per i cittadini, nonché l’aggravio di costi per l’utenza, nascenti, è bene ribadirlo, dalla non decisione della Regione credo meritino, ormai, dichiarando la mia impossibilità di fare oltre istituzionalmente, una azione giudiziaria che non esiterò a porre in essere se non verranno adottati, entro il termine di sette giorni dal ricevimento di questa mia, tutti gli atti necessari, mi si dice dal settore Trasporti un decreto del presidente, affinché vi sia un corretto funzionamento del servizio taxi all’interno dell’aerostazione e non venga negata, ancora ai nostri tassisti, il sacrosanto diritto di lavorare”.