L’AQUILA – Alla fine il piano di riduzione delle guardie mediche in Abruzzo, imposto da una direttiva commissariale del 2013, è stato fino ad oggi attuato solo in provincia dell’Aquila, con la soppressione di quattro presidi, tra le proteste dei cittadini.
A Teramo, al contrario, tutto è stato congelato a causa del cambio della guardia al vertice della Asl, a Chieti, le sette guardie mediche condannate sono ancora in attività, in attesa di una riorganizzazione più ampia secondo il modello della casa della salute, tecnicamente detta Unità complessa di cure primarie.
A Pescara, delle tre previste sarà soppressa solo la guardia medica di Catignano.
La razionalizzazione è stata imposta da una delibera dell’agosto 2013 dell’ex commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, 2005, che recepisce come parametro il rapporto ottimale tra il numero delle guardie mediche e quello della popolazione residente delle aree di intervento: un medico ogni 5.000 abitanti residenti, con la possibilità per le Regioni di aumentare e diminuire tale rapporto del 30 per cento arrivando a un minimo di 3.500 abitanti per guardia medica.
PROVINCIA DI CHIETI
Qui dovevano essere già soppresse le guardie mediche Celenza sul Trigno, Palena, Scerni, Cupello, San Vito e Quadri.
Con una riduzione complessiva da 28 a 22 presidi.
Vivaci erano state però le proteste, soprattutto nei comuni montani più isolati, in particolare a Celenza sul Trigno, dove i cittadini hanno argomentato che a seguito della soppressione, la guardia medica più vicina sarebbe stata quella di Palmoli, che dista una ventina di chilometri. E che la guardia medica di Celenza è tutt’altro che inoperosa, visto che effettua 1.500 interventi l’anno.
Poi però il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e il direttore generale della Asl 2 di Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, lo scorso agosto hanno mutato strategia e, decidendo di avviare un progetto sperimentale di rete di “Case della salute” da realizzare entro febbraio 2015, congelando la soppressione nel frattempo delle guardie mediche.
I presidi sanitari di Casoli e Gissi diventeranno infatti a breve Case della salute, luoghi in cui i pazienti troveranno ambulatori infermieristici, unità di cure primarie, con medici di medicina generale e operatori Asl, punto prelievi, punto di primo intervento, postazione 118, medico di guardia, diagnostica per immagini, ambulatori specialistici e anche 20 posti letto di residenza protetta per disabili adulti.
E saranno il fulcro di una rete di presidi satellite a Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Villa Santa Maria, Atessa, Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna.
Ciascuno con un ambulatorio infermieristico e un ambulatorio medico in funzione 24 ore su 24.
A quel punto le vecchie guardie mediche non avranno più motivo di esistere.
Ma quello che più conta, sottolinea ad AbruzzoWeb il direttore generale della Asl 2, Francesco Zavattaro, è che “centrale nel modello della casa della salute è la prevenzione, e un novo approccio alle malattie croniche al fine di ridurre i ricoveri ospedalieri”.
“Garantiremo la continuità assistenziale – spiega Zavattaro – in modo più economico e razionale; e poi, si sperimenterà finalmente la cosiddetta ‘medicina di iniziativa’, ovvero saranno i medici a chiamare per periodiche visite di controllo in particolare gli anziani e i malati cronici, in base a protocolli che stiamo elaborando, per garantire la salute degli utenti, ma anche per evitare che le patologie degenerino, che le malattie croniche si riacutizzino, rendendo necessari i ricoveri, che è invece nostro obiettivo ridurre, per mantenere sotto controllo i costi. L’ospedale oggi si fa carico di circa il 30 per cento della cronicità in regime di ricovero, offrendo peraltro un’assistenza sporadica e scarsamente pianificata. Con questa nuova organizzazione questa percentuale sarà abbattuta”.
In base al modello della casa della salute, saranno i medici a muoversi sul territorio, con visite domiciliari.
E con il supporto di ambulanze che dovrebbero arrivare anche in provincia di Chieti, acquistate con i fondi che saranno messi nel bilancio di previsione per la rete di emergenza urgenza.
I sindaci dei comuni interessati dalle soppressioni, dopo mesi di proteste e aspri conflitti, si dicono molto soddisfatti di questa nuova riorganizzazione.
“Le nostre proteste hanno ottenuto il risultato – spiega il sindaco di Celenza sul Trigno, Andrea Venosini – ora i nostri territori saranno interessati da un progetto ambizioso, che garantirà la continuità assistenziale, e la presenza a distanze accettabili di medici di base e di specialistica”.
PROVINCIA DI TERAMO
Anche a Teramo è stata per ora congelata la soppressione delle guardie mediche di Valle Castellana, Torricella, Cermignano, Castelllato, Colledara, Fano Adriano e Nereto. Con una riduzione da 23 a 16 dei presidi.
Motivazione ufficiale, il passaggio del testimone nella direzione generale della Asl di Teramo tra Paolo Rolleri, che si è dimesso a fine luglio, e Roberto Fagnano. Il neodirettore avrebbe dato priorità ad altre più urgenti scadenze, assicurano i suoi collaboratori.
Ma la soppressione avverrà a breve, ribadisce ad AbruzzoWeb Valerio Profeta, direttore del coordinamento assistenza territoriale della Asl Teramo.
“Per ora siamo in stand by, ma la soppressione delle guardie mediche è un obbligo che ci viene da una delibera commissariale, ed anche e soprattutto una giusta scelta, che non penalizzerà i cittadini dei comuni interessati e consentirà risparmi da utilizzare in modo più efficace per aumentare il livello del servizio sanitario. Ha poco senso tenere in piedi guardie mediche come quella di valle castellana che effettua un solo intervento ogni tre giorni. Con la nuova riorganizzazione, le distanze subiranno minime variazioni”.
La strategia della Asl di Teramo è quella di accompagnare la chiusura delle guardie mediche meno produttive, potenziando i poliambulatori, istituendo il numero unico di guardia medica, nella stessa stanza dove a rispondere alla chiamate è operatore del 118, dotando le guardie mediche di cellulare con il gps, per rendere localizzabile in ogni momento la loro posizione sul territorio e garantire così interventi più tempestivi.
PROVINCIA DI PESCARA
Molto ridimensionati anche i tagli delle guardie mediche in provincia di Pescara. Alla fine delle tre previste, ad essere cancellata sarà solo quella di Catignano, resteranno in attività quelle di san Valentino in Abruzzo Citeriore e Caramanico. Con un risparmio di 3.500 al mese, visto che saranno soppressi quatto turni medici.
I cittadini di Catignano dovranno servirsi del presidio sanitario di Pianella che dista 11 chilometri.
“Un intervento minimo – spiega a questa testata il direttore generale della Asl di Pescara Claudio D’Amario – e che non determinerà disagi significativi agli utenti interessati. Parallelamente stiamo per implementare un progetto di casa della salute a Cepagatti e un altro anche a Scafa”.



