ATENE – Sei mesi senza paga, a lavorare in un campo di fragole. Si sono presentati dal datore di lavoro questa mattina, in 200, per chiedere i compensi. Lui ha risposto con 33 colpi di proiettile tra pistole e canne di fucile. Il bilancio è di 27 feriti, raggiunti, oltre al danno anche la beffa, da un licenziamento collettivo.

Questa triste vicenda arriva dalla Grecia straziata dalla crisi economica. Protagonisti loro malgrado sono immigrati del Bangladesh, che lavorano nel villaggio di Manolada. Gli immigrati sono al momento ricoverati in vari ospedali greci con ferite da arma da fuoco.

La polizia greca ha provveduto all’arrestato di un uomo, definito, come riporta dal sito internet Today.it,  “il mandante morale” del gesto.

Interrogati  i due capireparto, “colpevoli di aver aperto il fuoco contro i propri dipendenti.

La vicenda ha sollevato un polverone di polemiche nel Paese, raggiungendo persino i vertici del governo Antonis Samaras tanto da trascinare il portavoce dell’esecutivo Simos Kedikoglou a definire il gesto ‘un atto disumano'”.