L’AQUILA – Sarà un’udienza “buio in sala” la 18ª di oggi del processo alla commissione Grandi rischi, l’organo consultivo della presidenza del Consiglio alla sbarra al tribunale dell’Aquila.
Dopo due testimonianze, infatti, comincerà una maxi proiezione disposta dal giudice, Marco Billi, per rispondere ad alcune istanze di avvocati delle parti.
Si tratta di 15 ore totali di filmati tra telegiornali, speciali, interviste e altre trasmissioni televisive di emittenti nazionali e locali tutte collegate alla riunione del 31 marzo 2009 della Cgr.
Quella che, secondo le tesi dell’accusa, terminò con una sottovalutazione del rischio sismico e false rassicurazioni che hanno indotto gli aquilani a restare a casa la notte del sisma.
Una mole di materiale talmente grande che è estremamente probabile che il giudice decida di ripartire le visioni in due o anche tre udienze.
Una “spalmatura” che Billi può permettersi, visto che fin qui ha imposto e ottenuto un processo a passo di lepre che va verso una sentenza flash probabilmente in estate.
Tra l’altro non sarà la prima volta di una proiezione in sala: nella quarta udienza, infatti, sul laptop del giudice fu proiettato per gli avvocati uno spezzone di 2 minuti e 20 secondi tratto dal film Draquila di Sabina Guzzanti in cui veniva intervistato uno degli imputati, Enzo Boschi, sismologo di fama ed ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Quanto alle testimonianze che precederanno i video, si tratterà di due deposizioni tecniche.
Saranno ascoltati infatti i geologi Antonio Moretti, dell’Università dell’Aquila, e Gianluca Valensise, dell’Ingv di Roma. (alb.or.)
L’organo consultivo della presidenza del Consiglio è accusato nella sua composizione del 2009 per aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009, causando la morte di 309 persone.
Dopo alcune schermaglie sull’ammissione di prove come i due minuti del film Draquila di Sabina Guzzanti, che alla fine sono stati proiettati in aula, nelle udienze davanti al giudice Marco Billi sono sfilati i testimoni dell’accusa, chiamati dai pm Fabio Picuti e Roberta D’Avolio, e quelli di parte civile mentre a breve cominceranno le deposizioni della difesa.
Fino a oggi i familiari e amici di vittime del sisma hanno sottolineato che i loro congiunti, spaventati dalle scosse fino al 31 marzo di due anni fa, hanno poi cambiato atteggiamento dopo i tranquillizzanti messaggi diffusi dalla Grandi rischi dopo la riunione del 31 marzo 2009.
Una tesi rifiutata dalle difese, che annoverano principi del foro come gli avvocati Alfredo Biondi, ex ministro della Giustizia, o Marcello Melandri, già impegnato in processi come Fastweb e Gea. Tra gli avvocati di parte civile anche Giulia Bongiorno che, però, nelle prime udienze non ha partecipato di persona.
Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (l’unico che fino a oggi è stato sempre presente in aula), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.
I capi di imputazione per tutti sono di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose. Il giudice Billi ha imposto un ritmo veloce al processo con un’udienza a settimana. Le prossime udienze ci saranno tutti i mercoledì salvo diverse decisioni del giudice.
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<span style='I PROTAGONISTI DEL PROCESSO GRANDI RISCHI
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